La storia di Sha si presenta come una favola dal respiro antico e universale, capace di restituire al lettore il fascino intramontabile del racconto iniziatico. In poche, misurate frasi, l’autrice costruisce un microcosmo simbolico in cui l’avventura si intreccia con la crescita interiore, e la magia diviene strumento di conoscenza.
Sha, giovane eroe chiamato a un’impresa più grande di sé, attraversa foreste incantate e supera enigmi non solo per liberare un drago imprigionato, ma per scoprire il valore più autentico del coraggio e dell’amicizia. La sua è una ricerca luminosa, sostenuta dal sapere di un vecchio saggio e dalla benevolenza delle fate, figure archetipiche che accompagnano il protagonista nel suo percorso di trasformazione.
Di notevole forza simbolica è la spada che Sha riceve in dono: non arma di offesa, ma strumento di protezione e di guarigione. In questo gesto si condensa il cuore della narrazione, l’idea che la vera forza non risiede nella violenza, bensì nella capacità di amare e di custodire la luce che abita in ciascuno di noi.
La storia di Sha, è dunque una favola che, pur nella sua essenzialità, parla al lettore contemporaneo con una voce limpida e senza tempo. Una piccola perla narrativa che ci ricorda come il bene, l’amicizia e la luce interiore restino le armi più potenti contro ogni oscurità. Bisogna credere ogni tanto che nelle favole possiamo trovare la nostra realtà affinché tutto brilli con luce diversa. Patty5.

