Ci sono storie che leggi per passare il tempo e storie che, semplicemente, ti risucchiano. Quando ho iniziato a leggere la sinossi di “Mondo sotto attacco”, pensavo di trovarmi davanti alla solita spy-story tutta muscoli e inseguimenti. Mi sbagliavo di grosso. Questo testo ha un’anima profonda, capace di farti provare una fitta di vera apprensione per le sorti del mondo e, un attimo dopo, di farti battere il cuore per i destini dei suoi protagonisti.
La genialità della storia sta nel toccare corde che tutti ricordiamo: quel brivido collettivo del 2012 e la paura della fine del mondo. Ma qui la minaccia non arriva dalle stelle o da antiche maledizioni; arriva dall’ombra, dall’ambizione spietata di un uomo che usa la tecnologia come un’arma invisibile. Ho avvertito un vero senso di vertigine e di impotenza nel leggere di quei bancomat impazziti, dei missili partiti da soli, di quel mondo così simile al nostro che scivola lentamente sull’orlo del baratro. Ma la vera forza di questo racconto, per me, non sta solo nei complotti internazionali o nell’adrenalina delle missioni. Sta nelle persone.
C’è un filo invisibile e bellissimo che unisce i personaggi. Ho amato profondamente la fiducia cieca e disperata tra i due presidenti, americano e russo, capaci di guardare oltre le barriere della politica per salvarsi a vicenda. E poi ci sono loro: Nathan e Martina. La loro non è la solita storia d’amore nata da un cliché. È un legame che attraversa gli anni, la distanza, i pericoli estremi e le coperture in giro per il mondo. Quando Nathan riconosce quel tic sul volto di Archer Vaughn in Colombia, non ho visto solo l’intuito dell’agente speciale, ho visto l’ostinazione di un uomo che combatte anche per proteggere il futuro della donna che ama.
Il finale mi ha sinceramente commosso. Dopo tanta oscurità, dopo aver inseguito un fantasma per anni tra Singapore e Bogotà, la normalità che ritorna ha il profumo della vita che ricomincia. Quel viaggio a New York per le festività e quella confessione sussurrata, l’attesa di … non spoilero… sono il raggio di sole perfetto dopo una tempesta globale.
Il mio giudizio personale? Diciamo che avendolo scelto è quasi scontato che sia positivo, ma davanti ad una storia potente, che spaventa per quanto sembra reale, ma che alla fine ti lascia addosso un calore immenso, anche il più reticente verso questo tipo di lettura si ritrova a cambiare idea sul genere e sui propri gusti letterari. Questo libro ricorda inoltre che, anche quando il mondo è letteralmente sotto attacco, sono i legami umani, l’intuito e l’amore a salvarci davvero. Una lettura che non si dimentica facilmente. Che dire consigliatissimo da me…e non è poco Patty5










