…le parole che non ti ho detto…ma che avrei voluto capissi da solo

C’è inevitabilmente una parte irrazionale che ancora spera in una fusione totale con un altro essere umano al punto di arrivare a pensare che, come due corpi si uniscono formando un unica essenza, anche le menti possano superare ogni barriera e per un incanto non apparentemente umano possano congiungersi attraversando cellule e neuroni fino ad arrivare nella parte più piccola del nostro cervello , la più importante, quella che determina ogni nostro stato d’animo, ogni emozione. Leggere nel pensiero questo è ciò che tutti vorremmo poter fare e poter ricevere.

Sarebbe tutto così semplicemente facile, IO SOFFRO, tu soffri, io rido, tu ridi, io piango, tu piangi e mi senti e capisci cosa sto provando, cosa vivo, quante cose passano dentro la mia testa ogni giorno. Mi viene in mente il film AVATAR quella completa unione, una compensazione totale di due esseri, un legame oltre la fisicità ma unico e totalizzante.

Il sogno, ma la realtà…la realtà è che molte volte non parliamo più, la frustrazione di non essere capite, ci porta a chiudere ogni collegamento con chi ci sta di fronte, si innalzano muri che quello di Berlino nulla a confronto, barriere impenetrabili, angoscia e disperazione si affacciano nella nostra vita, solitudine e rabbia diventano quotidiana dose di distruzione di massa di quel poco di autostima che ci rimane.

Tutto questo porta inevitabilmente in un unica direzione… devastazione di qualunque tipo di rapporto si possa parlare. Comunicare sta diventando più che prendere un ansiolitico o un antidepressivo. In fondo per quelli serve solo un po’ d’acqua.

Comunicare richiede tempo, voglia, argomenti, attenzione. Comunicare significa donarsi all’altra persona per un tempo seppur breve ma intenso, annullare tutto ciò che ci circonda prestando attenzione a chi in fondo ci interessa veramente. Comunicare vuol dire saper ascoltare non solo con le orecchie ma con il cuore. Comunicare  molte volte è la chiave per non perdere chi diamo per scontato, ma che scontato non è.

Quindi a meno che pensiate di essere tutti degli Avatar con poteri extracorporei tali da pensare per due, forse sarebbe il caso di cominciare a comunicare e soprattutto ascoltare ciò che tante volte non è facile dire.

Non esiste il silenzio degli innocenti, perchè chi non comunica è colpevole come chi non ascolta, non bisogna avere paura di tirar fuori anche la parte più intima dei  nostri pensieri , perchè solo così nessuno potrà mai vivere nel rimpianto rifacendo il remake del famoso film…LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO…patty5

locandina

 

 

…la mente ammala anche te…digli di smettere…

Tutto ha origine dalla mente inevitabilmente. Ogni parte  del  corpo viene comandata dal nostro cervello, dove sono riposte le risposte, ad ogni nostra azione o pensiero, dove albergano i 5 sensi e dove risiede la soglia delle emozioni e del dolore.

Una mens sana in corpore sano, locuzione latina di Giovenale, molto usata nel nostro secolo per indicare un benessere all’unisono, resta sempre motivo di riflessione anche quando parliamo di malattie, soprattutto quelle autoimmuni quindi indipendenti dalla nostra volontà.  Ma anche senza la locuzione ognuno di noi, per esperienza personale si rende perfettamente conto, soprattutto nell’era  moderna, che una mente affaticata e sotto stress, crea scompensi e malesseri generali al proprio organismo. Oggi la parola stress viene utilizzata per la maggiore, quasi come capro espiatorio, di un male comune e del quale soffre la maggior parte della popolazione, per cui tutto si riduce a un numero variabile e non ben definito di pillole, che calmano, che rilassano, che energizzano, che sconvolgono gli equilibri già instabili della mente posseduta dalla dura quotidianità.

Spesso presi dal rimedio facile e immediato non ci si rende conto che si diventa dipendenti non più dalla nostra volontà ma da una volontà sintetica e risolutiva nell’immediato che però annulla anni e anni di autostima e crescita personale.

Il corpo è una macchina perfetta, ma ahimè non inattaccabile, è nostro dovere prendercene cura e resettare quando necessario per poter ricominciare ad avere il pieno controllo della situazione. Ora voi vi starete chiedendo:”dov’è il tasto reset?”bella domanda. Dentro la nostra testa in una piccola ghiandola chiamata amigdala posta proprio nella parte più interna dei lobi temporali del cervello, molto simile a una mandorla, quindi un nulla rispetto a tutto il resto, ma questa piccola mandorla ha un ruolo chiave nella formazione e nella memorizzazione dei ricordi, è la responsabile del condizionamento della paura, degli stati emozionali,la rabbia, la tristezza, la felicità, l’aggressività e soprattutto nell’aumentare nel nostro corpo la soglia del dolore fisico ed emotivo.

Quando subiamo una forte emozione o un forte dolore, essa innesca fenomeni come la tachicardia, il rilascio degli ormoni dello stress, l’aumento della pressione,l’intensa sudorazione , l’aumento del rimo respiratorio, la sensazione di ansia e paura di non farcela. Nel caso di una patologia autoimmune o no, molte volte associamo questi sintomi alla stessa senza renderci conto di aver involontariamente provocato noi stessi la reazione nella quale ci troviamo. Troppo facile associare ogni cosa alla patologia, molte volte siamo noi gli artefici dei nostri danni fisici.

E’ già difficile avere a che fare con la malattia, se poi noi non riusciamo a contenere almeno in parte le nostre negatività, creiamo un circolo dal quale non riusciamo più a venirne fuori e l’unica soluzione possibile e spegnere il cervello nutrendolo con farmaci che tolgono la facoltà di gestione della nostra persona. Una vita artificiale, una vita parallela, una vita non più nostra.

Qualcuno mi dirà “parli bene tu, che ne vuoi sapere, il dolore a volte è insopportabile, tutto è così difficile…” io non posso che rispondervi che “la vostra mente merita attenzioni prima ancora che il vostro corpo, che dopo 33 anni di lotta oggi  io comando il mio corpo e non lui me, che la mia autostima vola più in alto di un aquila, che ho eliminato ogni vampiro emozionale e ogni negatività , ho imparato ad ascoltare me stessa e che a volte è necessario prendere decisioni drastiche ma necessarie, arrivando al punto di non ritorno, per poter finalmente ricominciare a vivere degna di me stessa”.

Resilienza, forza, coraggio, dignità autostima. I cinque sensi ,unici farmaci non nocivi alla salute.  un abbraccio Patty5

images (4)

 

…e cosi’ facile prendersela con Dio…quando è l’uomo che fa la differenza…

Non ho voluto commentare, discutere, urlare, indignarmi in tutti questi giorni di lutto e dolore, non ho voluto scrivere frasi scontate e postare immagini che girano a catena speculando sul dolore, non ho voluto dire nulla per rispetto al dolore di chi ha vissuto sulla propria pelle, la perdita di una persona cara, ma oggi non riesco proprio a stare zitta.

Dopo aver letto frasi assurde alla ricerca dei colpevoli, mi sono ritrovata a leggere frasi deplorevoli e offensive sull’esistenza di un Dio che se fosse buono e se realmente esistesse non dovrebbe permettere tutto ciò. E qui mi chiedo che tipo di fede ha l’essere umano, una fede a peso e misura a comodo e comando a bello e brutto o addirittura la fede dell’ultimo secondo dove la paura di andare all’inferno cancella anni di bestemmie gratuite.

Ora se si avesse un minimo di conoscenza della vera fede dovreste tornare indietro di ben 2000 anni e chiedervi chi ha messo su quella croce colui che ha cercato di trasmettere la pace e la salvezza, colui che è morto carico dei nostri peccati terreni in nome di una pace eterna non su questa terra dove migliaia di anni prima lo stesso uomo ha scelto il libero arbitrio e quindi ha barattato con una mela il bene con il male.

La terra questa nostra terra è dominata dal male, non è DIO ad aver fatto crollare il ponte, la l’avidità dell’uomo dedito ai propri interessi e speculazioni troppo importanti per pensare che, sarebbe bastato non sprecare in futili e personali vizi arricchendo se stessi , ciò che invece sarebbe stato utile investire per risparmiarci un dolore così grande.

Tutto è sempre colpa di Dio perchè è più facile prendersela con chi esiste solo come capo  espiatorio di una colpa che abbiamo noi esseri umani che non sappiamo gestire questo mondo in cui ci troviamo a vivere. Meno male che lui sta lassù e spero vivamente che ci resti, affinchè almeno ci rimanga la speranza che alla fine di questa follia terrena, esista un paradiso incontaminato.

Ricordate che lui il paradiso ce l’aveva dato siamo noi ad aver scelto l’inferno, quindi non sopporto l’ipocrisia, la bestemmia, la fede a comando, le false idolatrie, i commenti senza conoscenza e la mancanza di rispetto per chi ha perso momentaneamente una persona cara.

Cominciamo invece a pensare a chi ricco delle proprie avidità, che non gli daranno certamente un prive’ con tanto di champagne di marca nell’ aldilà, se ne sta beatamente in stato di grazia senza disturbare la propria anima, unica cosa di cui invece dovrebbero preoccuparsi poichè solo essa un giorno dovrà rendere conto di ciò che ha fatto o non fatto durante la sua permanenza orizzontale. Cenere siamo e cenere ritorneremo, e anche se avvolti da un abito firmato di fronte alla morte siamo tutti nudi e fragili come un soffione al vento.

Resto comunque nella convinzione che un anima pura vola leggera come una lampada cinese illuminata nella notte verso l’infinito, un anima tormentata avrà da fare parecchi scali per poter recuperare quella leggerezza dell’essere che non ha mai voluto ascoltare.

Detto questo, e quindi il mio pensiero, assumiamoci le responsabilità e lasciamo in pace Dio che abbiamo già messo in croce e che già porta il peso enorme dei  nostri peccati senza lamentarsi come invece facciamo noi….patty5

istock-525120063

 

Sogno di una notte di mezza estate…di giorno dormo….

E’ inevitabile sognare d’estate, perchè già l’estate è un sogno di per se, se a ciò aggiungiamo il sole, il mare, l’agognato relax, la notte di San Lorenzo e le stelle cadenti , sognare diventa quasi un premio dopo un lungo anno di realtà obbligate.

Ma non sempre sognare fa bene, la meraviglia dei voli pindarici della mente, rischia di impattare troppo duramente  con il risveglio, ed inevitabilmente a ciò, che ci ha fatto per un tempo relativamente troppo breve, sorridere, riportando la linea del sorriso precipitosamente all’ingiù, proprio come le emoji, che utilizziamo spesso e volentieri per esprimere uno stato d’animo, sereno, variabile o addirittura rosso negativo.

E allora che fare, semplice sognare di  notte ma ad occhi ben aperti, così da poter idealizzare il sogno in tutte le sfumature e parando i colpi di eventuali negative aspettative, naturalmente questo comporta lunghe notti a contemplare il cielo e ad ascoltare l’anima e quindi di giorno si dorme evitando così la realtà di fatto.

Risultato? Torni dalle vacanze con il bisogno di vacanze, ricominciando a sognare le vacanze. Un cerchio che rischia di creare dipendenza cronica.

Comunque  sognare a costo zero resta sempre la migliore forma di resilienza che l’essere umano possa permettersi senza dover pagare il prezzo di un bravo psicologo. Quindi viva i sogni, le vacanze, gli amici, il buon vino e le risate, per la realtà c’e sempre tempo e per dormire mal che vada una Nina, una Pinta e una santa Maria di camomilla aiutano  anche i nottambuli più accaniti a navigare in un sonno per lo meno tranquillo.

Buoni sogni a tutti io sono già su Marte se passate di li fate un fischio…patty5

download (2)
Inserisci una didascalia

…le parole che non ti ho detto…te le dico a modo mio…

Quante volte vi hanno chiesto “come stai?” e dopo un nano secondo erano già impegnati a fare altro senza neanche prestare attenzione alla vostra risposta?

Un po’ tutti mi sa. Allora oggi non parlo. scrivo, e voi insensibili leggete…

Caro marito, figlio, fratello, compagno, sorella, padre, madre, amica o amico, se ti dico che sto bene rifletti prima di cominciare il monologo sulla tua vita, perchè dietro quel  “sto bene” potrebbe esserci un altruistico modo per evitarti uno spiacevole ritorno alla realtà, non la mia ma la tua.

Perchè molte volte sono stanca di dover dire che non và, che sono a pezzi, non perchè ho ballato tutta la notte, ma perchè il mio corpo non ne vuole proprio sapere di rispondere alla mia mente.

Perchè mi sento depressa e vedere certe espressioni facciali mi deprime ancora di più. Perchè vorrei non dover parlare, ma essere capita, anche solo da un espressione o da un silenzio prolungato.

Basterebbe così poco a volte , un gesto, un abbraccio, una carezza, un sorriso …ed io si potrei stare bene…quel bene dell’anima che sicuramente vale più di tutte quelle medicine che avvelenano il corpo, basterebbe così poco per sentire meno il peso di ogni cosa.

Non abbiamo scelto questa vita, e lei che ha scelto noi, ma se a tutto ciò ci aggiungiamo l’indifferenza tutto diventa un brutto scherzo del destino., quindi smettila di chiedermi come sto, perchè potrei anche dirti che sto male ed allora sarebbero cavoli tuoi.

Invece perchè non riesci a capire i silenzi, e il ritmo rallentato, l’umore impazzito..no non devi arrovellarti il cervello, pensa semplicemente che è la mia giornata no, che ho esaurito i cucchiai (teoria del cucchiaio web) che magari mi pesa non poter fare certe cose, e allora falle tu…regalami una pausa sorriso, una mano per non cadere, una carezza per dimostrare che hai capito, e non chiedermi di uscire quando solo respirare diventa un peso enorme, magari un cinese sul divano e un film insieme potrebbe essere una soluzione. Un amico che resta con te e ti racconta come sia bello il mondo senza farti pesare che quel mondo tu non l’hai potuto vedere.

Noi non vogliamo capire ma essere capiti, perchè credetemi della vita abbiamo già capito tutto se no non staremmo qui a farci forza per sopravvivere.

Guerriere non si nasce lo si diventa ora è il caso che questo esercito capisca come si combatte veramente, se no  credetemi, la battaglia ce la facciamo da sole a costo di dover dire …mi dispiace…patty5

indifferenza-244756.660x368

 

 

 

…non tutti i medici sono alla menta…alcuni sono all’acido muriatico…

Premetto che sono un eletta, grata, fortunata, per essere seguita da persone meravigliose, competenti, umane e dedite al loro lavoro ma non è stato sempre così.

Nel corso della mia vita ho dovuto purtroppo avere a che fare con medici, che tali erano di nome e di fatto, ma ai quali evidentemente  la scienza aveva rubato il cuore e l’anima.

Fare il medico è quasi come essere la mano destra di DIO la scienza, la ricerca, lo studio, danno a queste autorevoli persone la competenza di salvare la vita, di modificare percorsi a volte segnati, di dare possibilità alle persone di poter condurre una vita quasi normale , ma il medico diventa il confessore, l’amico al quale non si nasconde nulla, un punto di riferimento nella disperazione. Il medico deve avere un cuore deve avere un anima deve saper dare al paziente un sollievo psicologico anche se la situazione a volte non è delle più rosee. Eppure alcuni medici sembrano di ghiaccio, al quale aggiungono una buona componente di cattiveria, che secondo me andrebbe analizzata psicologicamente, completamente gratuita e non richiesta.

Il paziente si sa è la parte debole, incompetente, fragile, spaventata e completamente plasmabile nelle mani di chi, secondo la logica, ha in mano la vita e la qualità di essa, il paziente assorbe informazioni sconosciute e si affida completamente a chi in quel momento è in grado di sostenere in parte il peso di uno stato d’animo affranto e dolorosamente toccato. Il medico diventa come un salvatore, un sostituto di DIO sulla terra, il medico non dovrebbe però approfittare di questo potere se no, non è più un dono, ma diventa superbia, peccato non gradito nelle alte sfere.

Penso sinceramente che dovrebbero inserire nelle materie di studio, di chi ambisce a diventare medico, il tatto e la sensibilità, l’umiltà, la pazienza e ad alcuni pure un anima della quale molti sono carenti.

Le persone che hanno a che fare con malattie croniche, invalidanti, devastanti e a volte con esito funesto, hanno bisogno di essere preparate e guidate nel cammino già difficile della loro esistenza, cercano costantemente un punto di riferimento oltre alla preghiera, una luce nella loro buia esistenza.

Le parole a volte uccidono più della malattia stessa. La realtà non va mascherata certo, ma esistono modi e modi per preparare le persone a sopravvivere ad una vita segnata e ad un percorso tortuoso.

Pochi sono i medici, secondo la mia esperienza personale e delle persone che leggo, che fanno del loro lavoro una scelta di vita, missione di cuore e anima, persone preziose e indispensabili nell’inferno delle malattie e dei dolori di questa umanità colpita da tante rare e sconosciute patologie.

Quindi chapeau a coloro che tengono tra le mani il cuore e l’anima e che donano la loro testa a coloro che hanno bisogno di sapere e non di essere considerati il nulla , perchè certi doni vanno condivisi con chi meno fortunato,altro non chiede che di uscire dall’invisibile pesantezza dell’essere…patty5

images (3)

 

…la gente non sta bene…alla ricerca dei neuroni sopravvissuti…affogati in uno spritz ghiacciato…

Il caldo si  sa fa brutti scherzi, questo è risaputo, lo si evidenziava nei manicomi dove le persone con il caldo diventavano decisamente intolleranti, colleriche e molte volte autodistruttive. Oggi i manicomi non ci sono più, ma se per caso dovessero riaprire non basterebbero le strutture per tutti coloro che apparentemente sembrano normali ma non lo sono affatto.

I matti una volta parlavano da soli a voce alta, oggi tutti parlano a voce alta da soli per strada come se fossero entità proprietarie assolute dello spazio che occupano, con tanto di auricolari, non rendendosi conto che urlano al mondo quello che dovrebbe essere la privacy, ma di fatto non lo è più. Quindi quella che era una certezza di pazzia diventa un luogo comune. I matti che conoscevo io erano persone che tutt’al più parlavano con i sacchetti dell’immondizia o con le cassette della posta, ora la gente ti non ti parla ma ti insulta se non parti al semaforo, se gli parcheggi al posto che pensa sia  suo, se gli passi davanti al supermercato, se guardi, se il tuo carrello lo sfiora, se se se…ogni motivo anche banale è un aggressione verbale se non fisica.

Sui social poi non ne parliamo, ci massacrano con le normative sulla privacy, e poi leggi post dove ogni movimento delle ciglia viene sottoposto a una ricerca spasmodica di like, che poi  non ho mai capito se i suddetti fanno crescere il portafoglio o l’ego.

Gli psicologi ringraziano, visto l’aumento dei casi , alcuni irrecuperabili, che si sono visti piovere come le polpette dal cielo, alimentati da psicosi da selfie non adeguatamente valorizzati e approvati dal pubblico social, da sdoppiamenti di personalità filtrata, dove poi il ritorno alla realtà crea ansie e turbamenti, da persone photoshoppate ai limiti dell’anoressia in crisi da specchi coperti come in Suspiria di Dario Argento e per non parlare degli acculturati della domenica, ai commentatori sportivi, ai geni delle battute, dove ridono solo loro, ai  belli fascinosi fake pieni di commenti lusinghieri di povere casalinghe disperate che non riconoscono una tazza del water da un calice di champagne. La gente non sta bene e si cura con la vostra ingenuità…

Se per caso ti capita di sorridere ad una persona, ecco si il matto sei tu…perchè purtroppo oggi non sorride più nessuno, se sei gentile e ti offri di aiutare , le persone ti guardano con diffidenza, perchè oggi la gente ti frega e non ti aiuta, ti vedono arrivare e manco ti tengono la porta anzi se possono te la chiudono pure, poi i matti siamo noi.

Educazione pari a zero, però vogliamo rispetto, ai miei tempi voleva dire educazione quella che ti insegnavano anche a scuola e che oggi non esiste più, perchè se solo un professore osa rimproverare l’alunno arriva subito l’esercito della salvezza composto da padre, zio, nonno e company a ribaltarti la scrivania. ai miei tempi prendevo mazzate se il prof. mi metteva una nota altro che cavoli a merenda…

Questa dispersione di neuroni volatilizzati nel nulla, donati alla ricerca della notorietà sotto forma di “pubblica” e “condividi”, in una città accaldata che aiuta la moria dei sopravvissuti e rari, almeno ci salva il fatto che accanto ad alcune foto appare il famoso spritz ghiacciato dove si spera i neuroni sopravvivano almeno fino allo scioglimento definitivo del ghiaccio dopo di che ritorna la calura e il buio assoluto…patty 5

images (2)