Lettera a me stessa

 

Il mio domani è ieri il mio oggi è ora…solo così posso pensare per andare avanti

Hai presente il “silenzio” quello vero, quello d’anima. Ecco io sono il silenzio.
Si perché se un’anima è invisibile non è detto che non abbia voce, chiude le porte e urla dentro di sé: la rabbia, la tristezza, l’incomprensione del mondo e convive con la sua paura giorno dopo giorno in una silenziosa solitudine.
Quando la vita ti obbliga a convivere con una patologia, in un mondo dove tutto corre mentre tu resti indietro; dove l’apparenza conta più della sostanza, dove devi capire ma non essere capito, lì arriva il silenzio dell’anima.
Tutto ti si accartoccia dentro, pieno di pieghe che trasudano dolore, ti senti morire, non per ciò che la vita di ha dato, ma per ciò che il mondo ti ha preso. Forte nella tua armatura non ti spezzi, ti pieghi e ti riprendi, lottare è La parola che impari da subito. Resilienza, coraggio, forza, amore vanno dietro di lei e dentro di te si forma il guerriero.

Vivere fantasia, sopravvivere realtà.

“Non urlare” disturbi il silenzio quello che ormai fa parte del mondo “il mio”, quello con cui convivo oltre che con il Lupus, compagno indegno di vita, ma dal quale non mi potrò più liberare.
Mangiami o lupo, consuma il mio corpo, prenditi tutto ciò che io non posso difendere, uccidimi tra le tue fameliche fauci. IO NON HO PAURA. Ho la mia anima, la mia solitudine, il mio silenzio, è lì che vivo tutti i colori dell’arcobaleno, sogno la libertà, la musica, il ballo, e i ricordi di ragazza felice.
Il mio domani è ieri il mio oggi è ora…solo così posso pensare per andare avanti. E… se oggi è un giorno felice raccolgo tutto e conservo, per quando non avrò la forza per esserlo e dovrò vivere di rendita ricordando attimi e pensieri.

Ma tutto ciò ti insegna a guardare in modo diverso ogni cosa, a viverla, a scoprire i colori e le sfumature, a lottare per poter avere, a distribuire equamente gli attimi, a non sprecare i momenti, a sorridere.

Si sorridere, nonostante tutto, sempre, anche se la tua anima in silenzio soffre perché Io convivo con un lupus.
A dire il vero è lui che convive con me, in maniera anche prepotente direi. Pretende di dividere con me ogni attimo della giornata, è geloso, possessivo, mi soffoca, non mi molla un attimo e molte volte mi impedisce di uscire, di vedere i miei amici, di fare tutte le cose che vorrei…Lui decide come dovrà essere la mia giornata, il mio umore, è lui che decide quando portarmi a letto, spesso direi…
Non lo amo, non posso amarlo, non potrò mai farlo per quanto lui a volte divenga docile e mi lasci fare, a volte riesco pure a dimenticarmi che esiste, che mi osserva da dentro e si muove silenzioso, aspetta che io viva attimi di pura felicità per sbucare dal nulla a rovinarmi la festa, a reclamarmi a riportarmi con lui nel buio e nel silenzio.

Non serve che mi ribelli, non mi lascerà mai lo so, non posso cacciarlo, ma il mondo non lo sa. Vivo la mia apparenza continuando a sorridere, perché il sorriso è l’unica medicina che non fa danni e che mi protegge da ogni attimo di avvolgente buio.

Lui la mia ossessione, il mio tormento, la mia paura, la mia rabbia, il ladro di sogni, il bugiardo, l’infame, lui SONO IO
Il lupo sono io.
Il mio corpo non mi ama e mi rifiuta, milioni e milioni di anticorpi ciechi che non riconoscono se stessi e decidono di farsi la guerra dentro di me. “Perché? – Dico io – Perché?”.
In un mondo invaso da batteri e malattie, dove facciamo vaccini, dove combattiamo malattie che distruggono il sistema immunitario… perché il mio decide di essere un condottiero in prima linea, in ogni battaglia, inventandosene anche di immaginarie? Guerriero bendato “svegliati” stai distruggendo te stesso, i tuoi stessi uomini, ma che guerra è questa?

Non ci sono vincitori in questa battaglia, ci sono solo io che perdo pezzi per strada e… tutto per colpa tua.

Maledetto il giorno in cui ti ho incontrato, maledetto il giorno in cui tu hai incontrato me…
Quel giorno 34 anni fa, io ero una farfalla libera e piena di colori, ora farfalla sì, ma sul mio volto un segno indelebile della tua presenza, un marchio di possesso: il tuo primo sgradito regalo.
Ma la vita è bella anche se ci sei tu, la vita è arcobaleno, colori, gente, musica tutte cose che ho imparato ad amplificare e godere di esse nella loro vera essenza, perché la vita è mia, me l’ha donata Dio, ed è una sola e non voglio che venga sprecata da te che mi vorresti inerme, mi vorresti in bianco e nero.

Purtroppo arriverà un’altra sfida lo so, so che tu non ti arrendi mai, ma sarò pronta e il mio sorriso continuerà a disarmarti.

Non vedi quanto sei patetico nei tuoi tentativi di rubarmi l’anima? Non ci riuscirai mai anche se saranno inevitabili altri scontri, ricordati: … salti tu, salto io! morte tua, morte mia! …allora, vedrai sarà la mia anima a ridere felice della tua sconfitta fino alla fine dei tempi, lassù dove tu non puoi entrare e dove potrò, finalmente libera, ballare… e ridere di te.

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