…la depressione ai tempi del Coronavirus… il lato oscuro dell’anima…

 

Sono giorni ormai che sentiamo parlare di Covid19 molto più nominato Corona virus il quale nome ormai è sulla bocca di tutti. Qualcuno ne sa di più, qualcuno di meno e questo è molto pericoloso assai più del virus stesso.

Pochi però si sono soffermati ai danni collaterali di questo virus che ormai appartiene alla realtà quotidiana di ogni individuo sia che viva nelle zone a rischio che ne sia a km di distanza.

L’isolamento tocca chiunque, poiché impedisce comunque a chi si trova nelle così dette zone rosse o zone gialle una sorta di isolamento forzato o volontario per coscienza, quindi diciamolo in parole povere, chi sta al nord resta isolato dai propri affetti al sud perché ipotetico portatore e untore.

Manca solo una sorta di C impressa sui vestiti come la famosa A della Lettera Scarlatta e poi possiamo procedere alla gogna. La paura e l’ignoranza sono molto più pericolose del virus stesso.

Ora una delle cose alle quali non si è dato molto peso è l’impatto mentale che una situazione del genere può generare nell’ essere umano, soprattutto nei soggetti già provati da patologie depressive legate molte volte ad altre patologie croniche che già di loro isolano dal mondo che non comprende.

Ora è stato detto di girare con la mascherina solo se si è positivi o si hanno sintomi che possano far pensare alla presenza di un ipotetico virus, ma chi la mascherina la dovrebbe portare sempre perché immunodepresso che deve fare? Se metti la mascherina ti guardano male, se non la metti rischi anche di prenderti una semplice influenza che comunque semplice per noi non è.

E poi l’isolamento, malati o no, è una forzatura mentale per chiunque,  il nostro essere per quanto debba accettarla dentro crea una sorta di chiusura che in alcuni soggetti può creare un’amplificazione di problemi già esistenti o sotto valutati.

Quando tutto questo sarà passato e speriamo il più presto possibile, i casi di depressione da isolamento, da forzatura, da mancanza di rapporti sociali, di contatti umani, di collettività, saranno il nuovo virus da curare.

Stanno giustamente pensando alla salute fisica delle persone ma stanno trascurando quella mentale, quella che tutto questo sta creando separando gli affetti a distanza per la paura, abbiamo oggi milioni di cuori lontani dal luogo sicuro che è la casa e la famiglia, timorosi e isolati per paura di portare danno o essere costretti a restare e non poter tornare, quindi abbiamo persone che soffrono perché in situazioni del genere tutti hanno bisogno di chi li ama e fa parte della propria vita.

Questi danni ce li porteremo dietro per molti anni a venire, vivendo con la paura della separazione, dell’andare, della distanza e di tante altre cose che per ognuno rappresentano una sicurezza e tranquillità emotiva.

Volevano non farci più baciare, abbracciare, darci la mano ebbene ci sono riusciti tutti a comando e diffidenti annullando l’emotività e comandando la nostra mente verso un sentimento che fa più danni di qualsiasi epidemia al mondo LA PAURA.

E la paura, si sa. parte da una ghiandola del cervello e influisce non solo sulla mente ma sul corpo rendendoci ancora più impegnati in una lotta infinita non per vivere ma per sopravvivere. Patty5

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