Oggi l’editoria italiana è un vero e proprio labirinto ove neanche l’Arianna riuscirebbe a tirar fuori il Teseo della situazione senza rimanerci intrappolata lei stessa.
Le case editrici o così dette tali spuntano come i funghi in una giornata uggiosa e ammuffiscono altrettanto velocemente per incapacità o intenzioni celate. Tante promesse, contatti, royalty da favola, molte volte mai corrisposte, editing, non pervenuto, assistenza fantasma, consegna libri a “stiamo provvedendo”, pubblicità fantasma, editoria non a pagamento con trappola acquisto libri o prenotazione anticipata.
Tutto questo è deprimente soprattutto per quelle voci che meritano veramente un gradino di merito nel panorama della vera scrittura. La scrittura a pagamento è un’offesa alla vera cultura dei sentimenti e delle capacità umane, tutti hanno il diritto di scrivere anche se non tutti possono pretendere di essere scrittori.
La scrittura è comunque una terapia per tutti, andrebbe adottata come autoguarigione dell’anima anche se rimane in un cassetto o se viene letta da chi ha tirato fuori le proprie emozioni per liberarsi di un peso.
Come riconoscere le trappole (I “Lupi Mannari”)
L’editoria a pagamento non sempre si presenta in modo aperto. Spesso adotta formule ambigue per far ricadere i costi sull’autore:
- L’obbligo di acquisto copie: La casa editrice si dichiara “non a pagamento”, ma inserisce nel contratto una clausola che vincola l’autore ad acquistare un numero minimo di copie (es. 100-200 copie) a prezzo di copertina o con un piccolo sconto.
- La prenotazione anticipata / Crowdfunding forzato: Viene chiesto all’autore di garantire un tot di preordini prima della pubblicazione, trasformando lo scrittore nel promoter esclusivo della casa editrice.
- Servizi accessori gonfiati: La pubblicazione in sé viene offerta gratuitamente, ma viene reso obbligatorio l’acquisto di pacchetti di editing, correzione bozze o grafiche a prezzi fuori mercato gestiti direttamente dall’editore.
- Promesse di distribuzione inesistenti: Viene garantita la “presenza in tutte le librerie d’Italia”, che nella pratica si traduce nella semplice reperibilità su ordinazione nei cataloghi informatici, senza alcuna copia fisica sugli scaffali.
Le alternative per tutelarsi e andare avanti
Chi scrive con intenti autentici ha oggi diverse strade per difendere la dignità della propria voce e far arrivare le proprie opere ai lettori senza cadere in compromessi poco trasparenti:
L’editoria tradizionale pura (Free): Gli editori seri investono sul libro assumendosi il rischio d’impresa. Non chiedono contributi, offrono un serio lavoro di editing e garantiscono una distribuzione reale. I tempi di lettura delle bozze sono lunghi (spesso dai 3 ai 6 mesi), ma mantengono la distinzione tra autore ed editore.
L’auto-pubblicazione consapevole (Self-publishing): Pubblicare in autonomia tramite piattaforme trasparenti permette all’autore di mantenere il totale controllo dei diritti, definire il prezzo del libro e incassare le royalty senza intermediazioni opache. Richiede però un lavoro autonomo sulla qualità del testo (avvalendosi, se necessario, di professionisti freelance per l’editing e la copertina).
La scrittura come cura e percorso personale: Come sottolinei nel tuo testo, la scrittura possiede un valore intrinseco legato all’espressione emotiva e alla rielaborazione interiore. Mantenere scisso il valore terapeutico dell’opera dal suo eventuale successo commerciale aiuta a proteggere la propria creatività dalle delusioni del mercato.
E poi state attenti a quelli che vi fanno firmare come casa editrice per poi scoprire che si avvalgono del sistema di self-publishing tramite Amazon Kdp, che trattengono il vostro ordine e ritardando così la consegna delle copie mettendovi in seria difficoltà nell’organizzare eventi creandovi un notevole danno d’immagine.
Quindi se volete entrare in questo mondo e pensate che il vostro lavoro meriti rispetto e onore di merito, non buttatevi nel labirinto senza avere i mezzi per uscirne e per far valere i vostri diritti.
La scrittura merita rispetto e lo stesso deve partire da chi crede veramente nel lavoro che fa senza spacciarsi per editore quando non lo è. Occhio dunque ai “LUPI MANNARI”, io fortunatamente ho incontrato una donna “LEONE” nel mio percorso che di fatto oggi resta una delle poche a poter dire di amare la vera editoria e i suoi autori. Patty5

