…la mente oltre il corpo…

Nell’essere umano l’ermafroditismo è una condizione di cosiddetta intersessualità, nella quale coesistono caratteri sessuali maschili e femminili in una singola persona. Sebbene per molti animali si tratti di un fenomeno naturale, grazie al quale possono persino variare il proprio sesso in base ai cambiamenti sociali e ambientali, nella nostra specie, dove i due sessi sono separati sotto il profilo genetico, si tratta di un’alterazione dei processi legati alla differenziazione dei genitali, che interviene durante lo sviluppo dell’embrione (embriogenesi). Esistono alcune varianti di ermafroditismo e dipendono da come si manifesta la condizione.

In questa società di androgini, gender, trasgender, omosessuali, bisessuali la confusione ormai paralizza le vecchie generazioni dove chi era diverso poteva solo essere riconosciuto con un nome o un appellativo poco carino e non da me ripetibile.

Ora superate le paure legate alla mentalità chiusa e bigotta degli anni addietro, ci ritroviamo ad affrontare e accogliere ogni tipo di tendenza, che l’essere umano, possa voler intraprendere per il proprio benessere fisico e mentale.

L’outing degli anni 2000 ha fatto sì che diminuissero notevolmente condizioni di disagio esistenziale nella società e nelle scuole , al punto da creare veri e propri argomenti di dibattito e conoscenza per agevolare chi si sentiva emarginato dalla stessa.

La mia riflessione di oggi però non intende addentrarsi in questo mondo così vario e complesso del quale si potrebbero scrivere pagine e pagine di discussione, ma affrontare un tema che ancora oggi potremmo definire mitologico…

Riprendo quindi il discorso rifacendomi proprio alla mitologia, con Ermafrodito.

Personaggio della mitologia greca, figlio di Ermes e di Afrodite. Secondo il poeta latino Publio Ovidio Nasone era un ragazzo molto bello che venne trasformato in un essere androgino dall’unione fisica soprannaturale avvenuta con la ninfa Salmace.

Figlio, come detto, della Dea dell’amore e del signore delle erme è stato a lungo un simbolo classico di androginia ed effeminatezza, ritratto nell’arte greco-romana come una figura femminile dotata di genitali maschili.

I genitori divini sono entrambi figure erotiche e rappresentanti della fertilità, che possiedono sfumature distintamente sessuali.

In genetica invece per vero ermafroditismo si intende una condizione nella quale la persona presenta sia cellule XX, ovvero con profilo cromosomico femminile, che XY, con profilo cromosomico maschile. È estremamente rara e dal punto di vista medico si definisce “chimera genetica”. In un ermafrodita vero sono presenti sia il testicolo che l’ovaio, oppure un organo composto da tessuto intermedio fra i due chiamato “ovotestis”. Esso si osserva anche nell’embrione ed è l’insieme delle gonadi maschili e femminili indifferenziate, che nel corso dello sviluppo matureranno – o si atrofizzeranno – in base al sesso genetico del nascituro. E’ il corso del tempo a stabilire se colui che vive questa condizione prediliga la condizione femminile o maschile del proprio essere.

Certamente tutto ciò che non ha una definizione, non per scelta, ma per natura obbliga inevitabilmente ad affrontare un problema  personale interiore che difficilmente si trasforma in un outing volontario ma un outing necessario e di conseguenza una netta definizione del proprio essere.

Non è facile capire dove, da parte di chi si trova ad affrontare il problema, indirizzare il sesso del nascituro, la maggior parte delle volte si sbaglia dando origini maschili a chi poi avrà caratteristiche nettamente femminili. Solo il tempo, il coraggio, l’appoggio della famiglia possono far uscire dall’impasse restituendo finalmente il corpo alla mente.

Ma non è tutto oro ciò che luccica, perchè nonostante le lotte, le parole,le scese in piazza e gli striscioni, il mondo non è ancora pronto ad aprire le frontiere della diversità confondendo la moda con la necessità neanche quando la vita ci riporta indietro nel tempo sui libri di scuola ,nella mitologia greca e nell’arte rappresentativa dove la donna con organi maschili viene ancor oggi rimirata nelle sale espositive del Louvre nella capitale dell’amore, dove chi ammira non giudica e chi tace acconsente. patty5

ermafrodito

 

 

 

 

 

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