cure alternative, cure tradizionali…non perdiamo di vista il soggetto, il complemento, e l’oggetto…

In questi giorni di forzato riposo dovuto alla classica botta di influenza bestiale post natalizia,  ho avuto modo di leggere, nei vari gruppi, e nel immenso mondo virtuale, tante filosofie di pensiero relative alla cura di alcune patologie in apparenza invalidanti o addirittura mortali, che per alcuni potrebbero essere risolte con metodologie e cure placebo, partendo appunto da un punto fondamentale che è il nostro cervello, dominio di tutti i nostri guai e le nostre infermità.

Ho sempre considerato il cervello come potente ed unico organo in grado di modificare il corso della nostra esistenza, in esso infatti vengono proiettati pensieri, emozioni, reazioni e molto probabilmente anzi quasi certamente certi malesseri sono condizionati in maniera più o meno invalidante proprio da esso, basti pensare a malattie come l’alzheimer  dove lo spegnimento e il consumo progressivo dei neuroni porta a dimenticare in maniera parziale, fino a quella totale, tutto il bagaglio conservato in quella che è la cosa più importante per l’essere umano, la memoria , quindi la famosa valigia di vita. Ma questa è una delle tante patologie, ne esistono di più gravi, invalidanti e mortali.

Ora qualcuno afferma che in qualsiasi tipo di patologia esiste una causa scatenante e che bisogna non accettare la malattia, pienamente d’accordo, ma resta il fatto che ora la malattia ce l’ho e quindi devo curarla. Tornare all’origine di ciò che l’ha scatenata, ok me l’ha scatenata lo stress e allora? Resta comunque il fatto che continuo a ribadire che ora ce l’ho. Non penso che, avere la consapevolezza di cosa mi abbia scatenato la malattia possa aiutarmi oggi a non sentirne la presenza, il peso e i dolori. Meditazione, Yoga, terapie olistiche, guru e sandokan…e aggiungiamoci pure San Gennaro, possono essere metodi di alleggerimento fisico e mentale per evitare altri tipi di conseguenze, possono aiutarci a sopportare il dolore affinché non entriamo nel giro di tossicodipendenza da antidolorifici e antiinfiammatori ma non tolgono il fatto che in una patologia cronica autoimmune, siamo solo noi i protagonisti del nostro film e del nostro destino.

Il corpo umano è come una macchina, bisogna prendersene cura, se in una macchina non mettiamo l’olio bruciamo il motore, se del nostro corpo non ci prendiamo cura, rimandiamo o non seguiamo determinate indicazioni o i segnali che ci invia, rischiamo di arrivare al punto di non ritorno, cioè doverci affidare completamente alla medicina invalidante e perpetua.

Manca comunque l’informazione, dai 16 e fino ai 25 trent’anni nessuno pensa alle malattie, a come esse possano entrare prepotentemente nella nostra vita sconvolgendola, quindi nessuno viene informato del fatto che la maggior parte delle malattie appartenenti al sistema immunitario sono provocate da un alta componente di stress psico-fisico, ed è giusto sotto un certo punto di vista, a quell’età il mondo è nelle mani di chi lo vive e ci si sente invincibili…degli immortali…quindi a nessuno viene in mente di fare esami, se non a caso per controlli generali o per singoli problemi apparentemente innocui. La predisposizione genetica viene praticamente ignorata, vuoi per ignoranza vuoi per paura. Infatti viviamo in un mondo di struzzi.

La prevenzione a questo punto è solo una bella parola che ormai sentiamo da anni e che, solo se consigliati, come nel caso dei pap-test e delle mammografie, ormai gratuiti e istituiti dalle asl delle regioni, ci sforziamo di fare, ma solo perché sono gratuiti e poco impegnativi, e a volte manco li facciamo sempre per paura o pigrizia, o per la convinzione di essere tutti oncologi esperti e con il delirio di onnipotenza acquisita mista a saccenza chiudiamo la pratica con un “Io sto benissimo”.

Quanti pianti dopo il latte versato.

Quello a cui volevo comunque arrivare con questo articolo è semplicemente la considerazione che diamo alla patologia quando questa fa ormai parte della nostra esistenza. Sappiamo che c’è, ne sentiamo la presenza nel nostro corpo, possiamo fare metodologia alternativa associata, ma dobbiamo curarci, prevenire ad ogni sintomo diverso, informarci prima di assumere qualsiasi sostanza che possa portarci a danneggiare ulteriormente altri organi del nostro già delicato sistema immunitario, non rimandare per nessun altra cosa che riteniamo più importante, perché nulla è più importante della  nostra salute, anche perché senza ogni altra cosa sarebbe impossibile da fare. Io prima di te…sembra egoistico ma non lo è, anzi è la più bella formula d’amore che io conosca.

Il mio consiglio da malata cronica è: fate pure tutti i trattamenti guru, rilassanti, meditativi, manipolanti, saune, oli , massaggi orizzontali, verticali, bagni nella vasca di Lourdes, impacchi di fanghi del madagascar , inzuppatevi direttamente dentro il latte vaccino di mucca tibetana, sparate a zero ogni vostra ansia al povero psicologo di turno, ma ricordatevi che la macchina senza benzina si ferma, noi senza i nostri maledetti medicinali rischiamo la rottamazione e senza gli incentivi.

Facciamo la guerra con l’amore aiutando, chi non sa, a capire chi, non per scelta, ogni giorno cura se stesso per le persone che ama. patty5

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