…il mio nemico medico…l’odissea del malato…viaggio senza ritorno

 

Non c’è nulla di peggio che sbattere contro un muro chiamato Sanità. Un muro a rimbalzo dove colui che si trova ad averci a che fare inevitabilmente torna a sé stesso, la maggior parte delle volte, ancora più malconcio di quanto lo fosse prima.

E si perché oltre al danno si aggiunge la beffa, ovvero una sorta di depressione acquisita della quale avremmo fatto volentieri a meno. L’essere non capito, da chi dovrebbe sollevarti da un problema, ha un effetto devastante sulla psiche aumentando così sia i dolori che il disagio.

Il discorso, è comunque in questo caso, generalizzato fortunatamente esistono le eccezioni che fanno in modo da risollevare la media negativa dei commenti che ogni giorno leggo sulle pagine che seguo.

Ora considerando che per le visite ogni medico ha a disposizione un tempo stimato di circa 12 minuti, e se la sora Lella entra e racconta tutta la storia della sua vita dalle origini preistoriche in poi, è normale che il tempo destinato agli altri pazienti venga notevolmente ridotto a due schizzi sulla ricetta e via, ma è altrettanto vero che non sempre chi abbiamo di fronte ha la cortesia e la pazienza di selezionare il paziente bisognoso da quello logorroico lamentoso.

E poi con che criterio il medico detto di base potrebbe mai selezionare, il suo compito è come il raccordo dell’autostrada indica la direzione da prendere e consiglia la strada più breve. Quindi la maggior parte delle volte il paziente torna a casa con una bella antologia di ricette con farmaci nuovi da provare che dovrebbero lenire il sintomo esposto senza nessuna considerazione degli effetti collaterali che lo stesso potrebbe avere.

Altro discorso per le visite specialistiche a pagamento, il tempo si accorcia, ma nella maggior parte dei casi il risultato non cambia. Ho ben poca memoria di qualcuno che sia uscito da una visita con certezze se non con ancora più dubbi di quanti ne aveva prima. Sicuramente di qualcosa si è alleggerito…il portafoglio.

Ma non voglio prendermela solo con i medici, penso che si dovrebbe seguire un corso da pazienti, ovvero una sintetica ed efficace esposizione con domande precise e mirate che possano in qualche modo sfruttare ogni minuto a disposizione togliendo ogni dubbio. Fantascienza.

In Italia, nonostante ciò che si dica e si pensi, abbiamo il miglior servizio sanitario del mondo. Un pronto soccorso gratuito e un’assistenza che prevede esenzioni per patologie croniche.

In America come in altri stati se non lavori e hai un’assicurazione o finisci negli ospedali pubblici, e non si sa se ne esci, oppure muori.

Il problema è che con l’inquinamento, il cibo, la sedentarietà e tanti altri fattori, di cui una volta non si aveva coscienza, i malati cronici e le malattie sono aumentate a un livello di 1 a 3 rendendo impossibile, anche per incompetenza di alcuni enti che dovrebbero tutelare il cittadino, il ragionevole e dovuto tempo di ascolto e risoluzione del problema.

Vogliamo tutti la corsia d’emergenza, vorremmo tutti poterla percorrere quando ci troviamo in difficoltà. Purtroppo, proprio per chi la corsia d’emergenza la percorre quando non ne avrebbe diritto, un cardiopatico rischia di dover aspettare 8 mesi per una consulenza e nel frattempo aggrappandosi alla Beata Speranza, cercare di colloquiare con il proprio cuore affinché resista paziente almeno fino al momento e l’ora della agognata visita.

Ci sarebbe da scrivere un libro, anzi un poema Dantesco, passando prima dall’Inferno, tribolando nel Purgatorio per poi avere la speranza di arrivare al Paradiso.

Ogni caso è a sé, questo è vero, ma lasciatemi sperare, che la forza che contraddistingue chi lotta ogni giorno per i propri diritti e per la propria salute, possa servire un domani a prendere coscienza che la vita non è una passeggiata e la salute non può essere beffeggiata da chi non riesce a superare la soglia della superficialità medica, fine a sé stessa e logorante, per chi avrebbe molte volte solo bisogno di una parola di speranza. Patty5

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5 pensieri su “…il mio nemico medico…l’odissea del malato…viaggio senza ritorno

  1. io che ho lavorato in un grande Ospedale ho potuto vedere da vicino ciò di cui parli. A parte il fatto acclarato che la Sanità italiana viaggia a due velocità con l’intramoenia ad occupare buona parte del lavoro dei medici, ho conosciuto medici umili, modesti ma molto preparati azzeccando sempre la diagnosi e la terapia adeguata e medici tanto presuntuosi quanto somari….ne consegue che è molto importante incontrare il medico giusto che sappia essere anche un discreto psicologo.
    in bocca al lupo!

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  2. Gli specialisti sono tutti amici,ti fanno fare un giro che non finisci mai con i vari accertamenti…conclusione,gli accertanenti non finiscono mai,per loro sono tutti cronici,ciò vuol dire non uscirne mai,con i vari controlli che si ripetono a scadenza continua un con l’altro..con varie terapie,conclusione. non lo saprai mai. vivi alla giornata.

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