La libertà non è star sopra un albero…la libertà è fidarsi di sé stessi sopra un albero…

 

Libertà è una parola che spesso associamo a una costrizione fisica, quasi una forma di carcerazione, forse non ci siamo mai, come in questo periodo, soffermati anche solo a sillabare la parola LI BER TA’. facendola vibrare attraverso le corde vocali ed espandendola in tutto il corpo. Abbiamo sempre considerato la condizione di pensiero e di movimento come libertà personale ed individuale, senza mai porci il problema che essa potesse essere dominata da estranei se non per colpa nostra.

La condizione di rinchiusi sotto dominio di un minuscolo invisibile nemico chiamato COVID19, ci porta a stare su di un albero senza la scala per scendere, quindi le cose sono 2: o resti sull’albero nell’attesa che qualcuno ti porti una scala o cerchi di scendere senza farti del male, e nel farlo, in caso della seconda ipotesi valuti tutti i rischi che ciò comporta.

Ma stando sempre sull’albero, si può avere una visione ampia, anche se limitata, avendo molto tempo per riflettere ed ascoltare le voci che arrivano dal basso. Ora se io resto sull’albero isolato dal mondo e lontano dal virus sono salvo, ma sono solo, se sono solo, sono depresso, se sono depresso mi si annebbia il cervello, e se mi si annebbia il cervello cado dall’albero e muoio. Sono morto per il coronavirus.

Ma se scendo e sto in mezzo alla gente, con la mascherina, la guardo ma non la tocco, la saluto ma non abbraccio,metto i guanti, lavo le mani, metto la mascherina, tolgo la mascherina, rilavo le mani, metto l’amuchina (se la trovo) mi riempio di alcol, che per un accendino sarebbe una giornata di festa. Ma, ma, ma… e nel frattempo il coronavirusdellemiescatolequadrate…per non dire altro se la ride.

La libertà inizia dentro di noi, dalla capacità che abbiamo di dare valore alla vita altrui ancor prima della nostra, la libertà è un sentimento nobile verso un dono che ci è stato dato e che noi fino ad oggi abbiamo trattato come qualcosa di scontato, la libertà  siamo noi ,quando guardandoci riflessi non vediamo un volto, un corpo o un’espressione ma vediamo la profondità di un sentimento che supera ogni barriera e che scende e sale dall’albero ogni volta, ed ogni volta con la consapevolezza di potersi fare male, ma con il coraggio di provare senza per questo fare del male a nessuno.

La paura uccide la volontà, la volontà morta uccide l’essere umano rendendolo schiavo della paura e la paura fa più danni di qualsiasi virus esistente al mondo.

Forse sarebbe meglio associare la parola Libertà a Responsabilità affinché il connubio possa finalmente far uscire di casa le persone con un’altra grande parola carente nel vocabolario umano il RISPETTO. patty5

uomoalbero

 

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