…informare sulla salute…il metodo salvavita…prevenzione…

Fortunatamente oggi, a differenza degli anni passati, le campagne sulla salute sono molte e molto ben definite, agiscono a livello globale ed individuale. Esse hanno principalmente lo scopo di informare, sollecitare e persuadere gli utenti. Purtroppo non sempre viene rispettato il confine tra l’informazione sobria ed equilibrata e la disinformazione che porta all’eccesso di certezze e alla drammatizzazione.

Le campagne della salute sono uno dei tasselli principali per educare le persone al cambiamento, alla valutazione e al controllo della propria salute, ma purtroppo negli anni passati le campagne mediatiche avevano uno scopo ben preciso, quello di disseminare  messaggi ben costruiti, con un basso costo per raggiungere ogni singolo cittadino cercando, in pochi ma decisi passaggi, di cambiare le abitudini degli stessi puntando su un ampia audience e su una sorta di esorcismo celebrale.

La prima campagna sull’HIV  non ottenne certo il risultato sperato, le persone venivano cerchiate di un alone viola che divenne presto il simbolo con cui la società marchiava, non tanto per la malattia, allora ancora poco conosciuta, ma il singolo malato a causa di abitudini e comportamenti malsani, veniva così considerato a soggetto a rischio.

Le campagne mediatiche così come la sensibilizzazione giocano molto sul tipo di messaggio che si vuole dare non certamente sul terrore di chi solo a vederle o sentirne parlare fugge non sentendosi coinvolto dal problema e di conseguenza emargina chi il problema lo vive magari non per colpa sua come nel caso dell’HIV all’epoca delle trasfusioni infette.

Puntare sulla paura della gente non porta le persone a prevenire o smettere di fare alcune delle cose che sono nelle loro abitudini, ma l’informazione e la comunicazione si. Il fumatore incallito non si lascia turbare dalle foto sui pacchetti di sigarette, ma se già vengono limitati gli spazi per il fumo, a tutela di chi non fuma,  viene automaticamente imposto  un comportamento civile e  non un obbligo, e forse magari in quel caso lo stesso potrebbe fumare meno o limitarsi nei suoi spazi a vantaggio della propria salute e a quella degli altri.

Non fare gli screening , oggi pure gratuiti con il Ministero della Salute, per paura di ciò che potremmo sapere e non volere è un po’ come piangere sul latte versato. “La forte paura umana di ciò che ci aspetta nel futuro rende difficile rinunciare ai benefici promessi da interventi di screening.” scrive Iona Healt medico inglese nel suo libro contro il mercato della salute. Qui subentra il buon senso e l’amor proprio prevenire è assai meglio che curare.

La mancanza di fiducia nelle strutture sanitarie l’approccio con medici poco empatici ed alcuni altamente incompetenti, porta nonostante gli sforzi del Ministero della Sanità ad una ulteriore chiusura mentale verso ciò che invece potrebbe essere di estrema utilità in caso di patologie che raramente mostrano sintomi se non in fase acuta.

Resta comunque e sempre valido il rispetto verso noi stessi, ed è l’unica campagna utile per far sì che ogni problema  possa essere affrontato nel corso della nostra vita. Solo noi possiamo modificare le coordinate, dandoci la possibilità di attaccare prima di essere attaccati.

Quindi abbassare le barriere della paura, adottare la strategia di prevenzione, affrontare i problemi, non solo con il cuore, ma con la testa e non spaventarsi di fronte a ciò che a parole può sembrare devastante, che poi a fatti dipende sempre solo dalla nostra forza, per la  gestione e la risoluzione di un qualsiasi problema. Ed è così che si diventa guerrieri molto meglio che restare struzzi.  pm5

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…le parole che non ti ho detto…ma che avrei voluto capissi da solo

C’è inevitabilmente una parte irrazionale che ancora spera in una fusione totale con un altro essere umano al punto di arrivare a pensare che, come due corpi si uniscono formando un unica essenza, anche le menti possano superare ogni barriera e per un incanto non apparentemente umano possano congiungersi attraversando cellule e neuroni fino ad arrivare nella parte più piccola del nostro cervello , la più importante, quella che determina ogni nostro stato d’animo, ogni emozione. Leggere nel pensiero questo è ciò che tutti vorremmo poter fare e poter ricevere.

Sarebbe tutto così semplicemente facile, IO SOFFRO, tu soffri, io rido, tu ridi, io piango, tu piangi e mi senti e capisci cosa sto provando, cosa vivo, quante cose passano dentro la mia testa ogni giorno. Mi viene in mente il film AVATAR quella completa unione, una compensazione totale di due esseri, un legame oltre la fisicità ma unico e totalizzante.

Il sogno, ma la realtà…la realtà è che molte volte non parliamo più, la frustrazione di non essere capite, ci porta a chiudere ogni collegamento con chi ci sta di fronte, si innalzano muri che quello di Berlino nulla a confronto, barriere impenetrabili, angoscia e disperazione si affacciano nella nostra vita, solitudine e rabbia diventano quotidiana dose di distruzione di massa di quel poco di autostima che ci rimane.

Tutto questo porta inevitabilmente in un unica direzione… devastazione di qualunque tipo di rapporto si possa parlare. Comunicare sta diventando più che prendere un ansiolitico o un antidepressivo. In fondo per quelli serve solo un po’ d’acqua.

Comunicare richiede tempo, voglia, argomenti, attenzione. Comunicare significa donarsi all’altra persona per un tempo seppur breve ma intenso, annullare tutto ciò che ci circonda prestando attenzione a chi in fondo ci interessa veramente. Comunicare vuol dire saper ascoltare non solo con le orecchie ma con il cuore. Comunicare  molte volte è la chiave per non perdere chi diamo per scontato, ma che scontato non è.

Quindi a meno che pensiate di essere tutti degli Avatar con poteri extracorporei tali da pensare per due, forse sarebbe il caso di cominciare a comunicare e soprattutto ascoltare ciò che tante volte non è facile dire.

Non esiste il silenzio degli innocenti, perchè chi non comunica è colpevole come chi non ascolta, non bisogna avere paura di tirar fuori anche la parte più intima dei  nostri pensieri , perchè solo così nessuno potrà mai vivere nel rimpianto rifacendo il remake del famoso film…LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO…patty5

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…la mente ammala anche te…digli di smettere…

Tutto ha origine dalla mente inevitabilmente. Ogni parte  del  corpo viene comandata dal nostro cervello, dove sono riposte le risposte, ad ogni nostra azione o pensiero, dove albergano i 5 sensi e dove risiede la soglia delle emozioni e del dolore.

Una mens sana in corpore sano, locuzione latina di Giovenale, molto usata nel nostro secolo per indicare un benessere all’unisono, resta sempre motivo di riflessione anche quando parliamo di malattie, soprattutto quelle autoimmuni quindi indipendenti dalla nostra volontà.  Ma anche senza la locuzione ognuno di noi, per esperienza personale si rende perfettamente conto, soprattutto nell’era  moderna, che una mente affaticata e sotto stress, crea scompensi e malesseri generali al proprio organismo. Oggi la parola stress viene utilizzata per la maggiore, quasi come capro espiatorio, di un male comune e del quale soffre la maggior parte della popolazione, per cui tutto si riduce a un numero variabile e non ben definito di pillole, che calmano, che rilassano, che energizzano, che sconvolgono gli equilibri già instabili della mente posseduta dalla dura quotidianità.

Spesso presi dal rimedio facile e immediato non ci si rende conto che si diventa dipendenti non più dalla nostra volontà ma da una volontà sintetica e risolutiva nell’immediato che però annulla anni e anni di autostima e crescita personale.

Il corpo è una macchina perfetta, ma ahimè non inattaccabile, è nostro dovere prendercene cura e resettare quando necessario per poter ricominciare ad avere il pieno controllo della situazione. Ora voi vi starete chiedendo:”dov’è il tasto reset?”bella domanda. Dentro la nostra testa in una piccola ghiandola chiamata amigdala posta proprio nella parte più interna dei lobi temporali del cervello, molto simile a una mandorla, quindi un nulla rispetto a tutto il resto, ma questa piccola mandorla ha un ruolo chiave nella formazione e nella memorizzazione dei ricordi, è la responsabile del condizionamento della paura, degli stati emozionali,la rabbia, la tristezza, la felicità, l’aggressività e soprattutto nell’aumentare nel nostro corpo la soglia del dolore fisico ed emotivo.

Quando subiamo una forte emozione o un forte dolore, essa innesca fenomeni come la tachicardia, il rilascio degli ormoni dello stress, l’aumento della pressione,l’intensa sudorazione , l’aumento del rimo respiratorio, la sensazione di ansia e paura di non farcela. Nel caso di una patologia autoimmune o no, molte volte associamo questi sintomi alla stessa senza renderci conto di aver involontariamente provocato noi stessi la reazione nella quale ci troviamo. Troppo facile associare ogni cosa alla patologia, molte volte siamo noi gli artefici dei nostri danni fisici.

E’ già difficile avere a che fare con la malattia, se poi noi non riusciamo a contenere almeno in parte le nostre negatività, creiamo un circolo dal quale non riusciamo più a venirne fuori e l’unica soluzione possibile e spegnere il cervello nutrendolo con farmaci che tolgono la facoltà di gestione della nostra persona. Una vita artificiale, una vita parallela, una vita non più nostra.

Qualcuno mi dirà “parli bene tu, che ne vuoi sapere, il dolore a volte è insopportabile, tutto è così difficile…” io non posso che rispondervi che “la vostra mente merita attenzioni prima ancora che il vostro corpo, che dopo 33 anni di lotta oggi  io comando il mio corpo e non lui me, che la mia autostima vola più in alto di un aquila, che ho eliminato ogni vampiro emozionale e ogni negatività , ho imparato ad ascoltare me stessa e che a volte è necessario prendere decisioni drastiche ma necessarie, arrivando al punto di non ritorno, per poter finalmente ricominciare a vivere degna di me stessa”.

Resilienza, forza, coraggio, dignità autostima. I cinque sensi ,unici farmaci non nocivi alla salute.  un abbraccio Patty5

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…e cosi’ facile prendersela con Dio…quando è l’uomo che fa la differenza…

Non ho voluto commentare, discutere, urlare, indignarmi in tutti questi giorni di lutto e dolore, non ho voluto scrivere frasi scontate e postare immagini che girano a catena speculando sul dolore, non ho voluto dire nulla per rispetto al dolore di chi ha vissuto sulla propria pelle, la perdita di una persona cara, ma oggi non riesco proprio a stare zitta.

Dopo aver letto frasi assurde alla ricerca dei colpevoli, mi sono ritrovata a leggere frasi deplorevoli e offensive sull’esistenza di un Dio che se fosse buono e se realmente esistesse non dovrebbe permettere tutto ciò. E qui mi chiedo che tipo di fede ha l’essere umano, una fede a peso e misura a comodo e comando a bello e brutto o addirittura la fede dell’ultimo secondo dove la paura di andare all’inferno cancella anni di bestemmie gratuite.

Ora se si avesse un minimo di conoscenza della vera fede dovreste tornare indietro di ben 2000 anni e chiedervi chi ha messo su quella croce colui che ha cercato di trasmettere la pace e la salvezza, colui che è morto carico dei nostri peccati terreni in nome di una pace eterna non su questa terra dove migliaia di anni prima lo stesso uomo ha scelto il libero arbitrio e quindi ha barattato con una mela il bene con il male.

La terra questa nostra terra è dominata dal male, non è DIO ad aver fatto crollare il ponte, la l’avidità dell’uomo dedito ai propri interessi e speculazioni troppo importanti per pensare che, sarebbe bastato non sprecare in futili e personali vizi arricchendo se stessi , ciò che invece sarebbe stato utile investire per risparmiarci un dolore così grande.

Tutto è sempre colpa di Dio perchè è più facile prendersela con chi esiste solo come capo  espiatorio di una colpa che abbiamo noi esseri umani che non sappiamo gestire questo mondo in cui ci troviamo a vivere. Meno male che lui sta lassù e spero vivamente che ci resti, affinchè almeno ci rimanga la speranza che alla fine di questa follia terrena, esista un paradiso incontaminato.

Ricordate che lui il paradiso ce l’aveva dato siamo noi ad aver scelto l’inferno, quindi non sopporto l’ipocrisia, la bestemmia, la fede a comando, le false idolatrie, i commenti senza conoscenza e la mancanza di rispetto per chi ha perso momentaneamente una persona cara.

Cominciamo invece a pensare a chi ricco delle proprie avidità, che non gli daranno certamente un prive’ con tanto di champagne di marca nell’ aldilà, se ne sta beatamente in stato di grazia senza disturbare la propria anima, unica cosa di cui invece dovrebbero preoccuparsi poichè solo essa un giorno dovrà rendere conto di ciò che ha fatto o non fatto durante la sua permanenza orizzontale. Cenere siamo e cenere ritorneremo, e anche se avvolti da un abito firmato di fronte alla morte siamo tutti nudi e fragili come un soffione al vento.

Resto comunque nella convinzione che un anima pura vola leggera come una lampada cinese illuminata nella notte verso l’infinito, un anima tormentata avrà da fare parecchi scali per poter recuperare quella leggerezza dell’essere che non ha mai voluto ascoltare.

Detto questo, e quindi il mio pensiero, assumiamoci le responsabilità e lasciamo in pace Dio che abbiamo già messo in croce e che già porta il peso enorme dei  nostri peccati senza lamentarsi come invece facciamo noi….patty5

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Sogno di una notte di mezza estate…di giorno dormo….

E’ inevitabile sognare d’estate, perchè già l’estate è un sogno di per se, se a ciò aggiungiamo il sole, il mare, l’agognato relax, la notte di San Lorenzo e le stelle cadenti , sognare diventa quasi un premio dopo un lungo anno di realtà obbligate.

Ma non sempre sognare fa bene, la meraviglia dei voli pindarici della mente, rischia di impattare troppo duramente  con il risveglio, ed inevitabilmente a ciò, che ci ha fatto per un tempo relativamente troppo breve, sorridere, riportando la linea del sorriso precipitosamente all’ingiù, proprio come le emoji, che utilizziamo spesso e volentieri per esprimere uno stato d’animo, sereno, variabile o addirittura rosso negativo.

E allora che fare, semplice sognare di  notte ma ad occhi ben aperti, così da poter idealizzare il sogno in tutte le sfumature e parando i colpi di eventuali negative aspettative, naturalmente questo comporta lunghe notti a contemplare il cielo e ad ascoltare l’anima e quindi di giorno si dorme evitando così la realtà di fatto.

Risultato? Torni dalle vacanze con il bisogno di vacanze, ricominciando a sognare le vacanze. Un cerchio che rischia di creare dipendenza cronica.

Comunque  sognare a costo zero resta sempre la migliore forma di resilienza che l’essere umano possa permettersi senza dover pagare il prezzo di un bravo psicologo. Quindi viva i sogni, le vacanze, gli amici, il buon vino e le risate, per la realtà c’e sempre tempo e per dormire mal che vada una Nina, una Pinta e una santa Maria di camomilla aiutano  anche i nottambuli più accaniti a navigare in un sonno per lo meno tranquillo.

Buoni sogni a tutti io sono già su Marte se passate di li fate un fischio…patty5

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…le parole che non ti ho detto…te le dico a modo mio…

Quante volte vi hanno chiesto “come stai?” e dopo un nano secondo erano già impegnati a fare altro senza neanche prestare attenzione alla vostra risposta?

Un po’ tutti mi sa. Allora oggi non parlo. scrivo, e voi insensibili leggete…

Caro marito, figlio, fratello, compagno, sorella, padre, madre, amica o amico, se ti dico che sto bene rifletti prima di cominciare il monologo sulla tua vita, perchè dietro quel  “sto bene” potrebbe esserci un altruistico modo per evitarti uno spiacevole ritorno alla realtà, non la mia ma la tua.

Perchè molte volte sono stanca di dover dire che non và, che sono a pezzi, non perchè ho ballato tutta la notte, ma perchè il mio corpo non ne vuole proprio sapere di rispondere alla mia mente.

Perchè mi sento depressa e vedere certe espressioni facciali mi deprime ancora di più. Perchè vorrei non dover parlare, ma essere capita, anche solo da un espressione o da un silenzio prolungato.

Basterebbe così poco a volte , un gesto, un abbraccio, una carezza, un sorriso …ed io si potrei stare bene…quel bene dell’anima che sicuramente vale più di tutte quelle medicine che avvelenano il corpo, basterebbe così poco per sentire meno il peso di ogni cosa.

Non abbiamo scelto questa vita, e lei che ha scelto noi, ma se a tutto ciò ci aggiungiamo l’indifferenza tutto diventa un brutto scherzo del destino., quindi smettila di chiedermi come sto, perchè potrei anche dirti che sto male ed allora sarebbero cavoli tuoi.

Invece perchè non riesci a capire i silenzi, e il ritmo rallentato, l’umore impazzito..no non devi arrovellarti il cervello, pensa semplicemente che è la mia giornata no, che ho esaurito i cucchiai (teoria del cucchiaio web) che magari mi pesa non poter fare certe cose, e allora falle tu…regalami una pausa sorriso, una mano per non cadere, una carezza per dimostrare che hai capito, e non chiedermi di uscire quando solo respirare diventa un peso enorme, magari un cinese sul divano e un film insieme potrebbe essere una soluzione. Un amico che resta con te e ti racconta come sia bello il mondo senza farti pesare che quel mondo tu non l’hai potuto vedere.

Noi non vogliamo capire ma essere capiti, perchè credetemi della vita abbiamo già capito tutto se no non staremmo qui a farci forza per sopravvivere.

Guerriere non si nasce lo si diventa ora è il caso che questo esercito capisca come si combatte veramente, se no  credetemi, la battaglia ce la facciamo da sole a costo di dover dire …mi dispiace…patty5

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…non tutti i medici sono alla menta…alcuni sono all’acido muriatico…

Premetto che sono un eletta, grata, fortunata, per essere seguita da persone meravigliose, competenti, umane e dedite al loro lavoro ma non è stato sempre così.

Nel corso della mia vita ho dovuto purtroppo avere a che fare con medici, che tali erano di nome e di fatto, ma ai quali evidentemente  la scienza aveva rubato il cuore e l’anima.

Fare il medico è quasi come essere la mano destra di DIO la scienza, la ricerca, lo studio, danno a queste autorevoli persone la competenza di salvare la vita, di modificare percorsi a volte segnati, di dare possibilità alle persone di poter condurre una vita quasi normale , ma il medico diventa il confessore, l’amico al quale non si nasconde nulla, un punto di riferimento nella disperazione. Il medico deve avere un cuore deve avere un anima deve saper dare al paziente un sollievo psicologico anche se la situazione a volte non è delle più rosee. Eppure alcuni medici sembrano di ghiaccio, al quale aggiungono una buona componente di cattiveria, che secondo me andrebbe analizzata psicologicamente, completamente gratuita e non richiesta.

Il paziente si sa è la parte debole, incompetente, fragile, spaventata e completamente plasmabile nelle mani di chi, secondo la logica, ha in mano la vita e la qualità di essa, il paziente assorbe informazioni sconosciute e si affida completamente a chi in quel momento è in grado di sostenere in parte il peso di uno stato d’animo affranto e dolorosamente toccato. Il medico diventa come un salvatore, un sostituto di DIO sulla terra, il medico non dovrebbe però approfittare di questo potere se no, non è più un dono, ma diventa superbia, peccato non gradito nelle alte sfere.

Penso sinceramente che dovrebbero inserire nelle materie di studio, di chi ambisce a diventare medico, il tatto e la sensibilità, l’umiltà, la pazienza e ad alcuni pure un anima della quale molti sono carenti.

Le persone che hanno a che fare con malattie croniche, invalidanti, devastanti e a volte con esito funesto, hanno bisogno di essere preparate e guidate nel cammino già difficile della loro esistenza, cercano costantemente un punto di riferimento oltre alla preghiera, una luce nella loro buia esistenza.

Le parole a volte uccidono più della malattia stessa. La realtà non va mascherata certo, ma esistono modi e modi per preparare le persone a sopravvivere ad una vita segnata e ad un percorso tortuoso.

Pochi sono i medici, secondo la mia esperienza personale e delle persone che leggo, che fanno del loro lavoro una scelta di vita, missione di cuore e anima, persone preziose e indispensabili nell’inferno delle malattie e dei dolori di questa umanità colpita da tante rare e sconosciute patologie.

Quindi chapeau a coloro che tengono tra le mani il cuore e l’anima e che donano la loro testa a coloro che hanno bisogno di sapere e non di essere considerati il nulla , perchè certi doni vanno condivisi con chi meno fortunato,altro non chiede che di uscire dall’invisibile pesantezza dell’essere…patty5

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…la gente non sta bene…alla ricerca dei neuroni sopravvissuti…affogati in uno spritz ghiacciato…

Il caldo si  sa fa brutti scherzi, questo è risaputo, lo si evidenziava nei manicomi dove le persone con il caldo diventavano decisamente intolleranti, colleriche e molte volte autodistruttive. Oggi i manicomi non ci sono più, ma se per caso dovessero riaprire non basterebbero le strutture per tutti coloro che apparentemente sembrano normali ma non lo sono affatto.

I matti una volta parlavano da soli a voce alta, oggi tutti parlano a voce alta da soli per strada come se fossero entità proprietarie assolute dello spazio che occupano, con tanto di auricolari, non rendendosi conto che urlano al mondo quello che dovrebbe essere la privacy, ma di fatto non lo è più. Quindi quella che era una certezza di pazzia diventa un luogo comune. I matti che conoscevo io erano persone che tutt’al più parlavano con i sacchetti dell’immondizia o con le cassette della posta, ora la gente ti non ti parla ma ti insulta se non parti al semaforo, se gli parcheggi al posto che pensa sia  suo, se gli passi davanti al supermercato, se guardi, se il tuo carrello lo sfiora, se se se…ogni motivo anche banale è un aggressione verbale se non fisica.

Sui social poi non ne parliamo, ci massacrano con le normative sulla privacy, e poi leggi post dove ogni movimento delle ciglia viene sottoposto a una ricerca spasmodica di like, che poi  non ho mai capito se i suddetti fanno crescere il portafoglio o l’ego.

Gli psicologi ringraziano, visto l’aumento dei casi , alcuni irrecuperabili, che si sono visti piovere come le polpette dal cielo, alimentati da psicosi da selfie non adeguatamente valorizzati e approvati dal pubblico social, da sdoppiamenti di personalità filtrata, dove poi il ritorno alla realtà crea ansie e turbamenti, da persone photoshoppate ai limiti dell’anoressia in crisi da specchi coperti come in Suspiria di Dario Argento e per non parlare degli acculturati della domenica, ai commentatori sportivi, ai geni delle battute, dove ridono solo loro, ai  belli fascinosi fake pieni di commenti lusinghieri di povere casalinghe disperate che non riconoscono una tazza del water da un calice di champagne. La gente non sta bene e si cura con la vostra ingenuità…

Se per caso ti capita di sorridere ad una persona, ecco si il matto sei tu…perchè purtroppo oggi non sorride più nessuno, se sei gentile e ti offri di aiutare , le persone ti guardano con diffidenza, perchè oggi la gente ti frega e non ti aiuta, ti vedono arrivare e manco ti tengono la porta anzi se possono te la chiudono pure, poi i matti siamo noi.

Educazione pari a zero, però vogliamo rispetto, ai miei tempi voleva dire educazione quella che ti insegnavano anche a scuola e che oggi non esiste più, perchè se solo un professore osa rimproverare l’alunno arriva subito l’esercito della salvezza composto da padre, zio, nonno e company a ribaltarti la scrivania. ai miei tempi prendevo mazzate se il prof. mi metteva una nota altro che cavoli a merenda…

Questa dispersione di neuroni volatilizzati nel nulla, donati alla ricerca della notorietà sotto forma di “pubblica” e “condividi”, in una città accaldata che aiuta la moria dei sopravvissuti e rari, almeno ci salva il fatto che accanto ad alcune foto appare il famoso spritz ghiacciato dove si spera i neuroni sopravvivano almeno fino allo scioglimento definitivo del ghiaccio dopo di che ritorna la calura e il buio assoluto…patty 5

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…tutto apparentemente normale…ma che normale non è…

Non avete mai l’impressione di essere in un mondo sbagliato o di essere voi sbagliati per questo mondo?

Ebbene, penso che questa oggi sia la domanda più ricorrente che un essere umano si possa fare. In una società che cavalca l’onda della tecnologia più avanzata, il glamour più sofisticato, le tendenze più in, le famiglie allargate, arcobaleno, variegate gusto puffo, dove  i preti non si sposano ma hanno lunghe relazioni extra Dio, dove si fanno lunghe code per l’ultimo modello tendenza e poi si piange miseria e si richiede l’esenzione per disoccupazione, dove la giustizia punisce chi non merita, tanto per dare esempio, e tiene fuori individui pericolosi che inevitabilmente si sentono autorizzati a finire i lavori non portati a termine, io oggi mi chiedo se l’aliena sono io.

Nata con dei valori, ho sempre pensato di sentirmi sicura in questo che dovrebbe essere il mio pianeta, mentre oggi comincio ad avere grosse crisi esistenziali. La gente non sta bene…non può stare bene perché l’unica medicina,” il rispetto”, che aveva, per poter sopravvivere in questo passaggio terreno, è stata abolita, dalla società, arida, consumista, violenta, ingovernabile, sporca, fuori ogni controllo morale, tutti i punti di riferimento i cardinali della nostra esistenza sono stati stravolti e la gente si ritrova a testa in giù.

La chiusura delle comunicazioni, se non social, ha portato alla chiusura mentale, che come dice un mio collega scrittore …non è una frattura del cranio. L’aumento dei femminicidi  ci porta a pensare allo scarso valore che si dà alla vita, alla paura della solitudine, alla sindrome del possesso. Bollettini non di guerra ma di stragi continue, uomo contro uomo, uomo contro donna, tutti contro tutti. Non è più una questione di vivere ma di sopravvivere cosa alquanto terrificante.

Ma qual’è la cosa giusta, in un mondo di milioni e milioni di persone , di teste, di anime , chi può dirlo, ciò che ognuno può pensare non potrà mai corrispondere allo stesso pensiero unanime di ognuno degli esseri della terra, anche perché se così fosse saremo la razza ariana tanto agognata da Hitler, la perfezione assoluta i burattini di una mente contorta e inumana.

C’e una cosa che ci salva da tutta questa immondizia che ci circonda, l’amore.

Se riusciamo a non  farci rubare l’amore, quello per noi stessi, per le persone che ci stanno accanto, per le cose, per la vita , allora si che siamo ricchi, di una ricchezza assoluta oltre l’infinito immaginabile perché ancora oggi nessuno è riuscito a costruire l’arma letale per distruggere una vita costruita su questa base essenziale e indissolubile.

Non permettete a nessuno di rubarvi l’amore, e se la vostra vita non sarà perfetta potete almeno fare in modo che sia apparentemente normale , anche se normale non è…soprattutto quando l’amore c’è…patty5

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…la sessualità…le malattie immuni e autoimmuni…un incontro al liceo…

Devo ammettere, ero molto spaventata all’idea di dover parlare di un argomento così forte ed impegnativo ai ragazzi dell’Istituto Tecnico Commerciale di Torino la mia città.

In collaborazione con la mia amica dott.ssa Silvia Catalano psicologa presso lo stesso istituto abbiamo pensato a come poter, unendo le forze, trasmettere il lato positivo di quello che apparentemente poteva sembrare qualcosa di estremamente negativo. Per me naturalmente è stato tutto un improvvisare, non avendo ormai da tempo, un contatto diretto con una fascia di giovani vite e quindi di giovani menti.

A parte l’attimo iniziale tutto si è svolto con un silenzio e una partecipazione che mi hanno colpita nel profondo, pensavo di dover faticare di più. Le loro facce, la loro attenzione, le loro domande e la loro partecipazione, per ben 2 ore, sono state per me più di un qualsiasi premio potessi ricevere, e alcuni dei ragazzi del primo turno sono stati presenti anche nel secondo saltando il laboratorio che avevano precedentemente scelto.

Non ho usato parole come malattia, sofferenza, dolori insopportabili, ,morte. ma ho voluto parlare di scelte, di rispetto per se stessi, di resilienza, di coraggio, di forza e di amore per la vita, ho voluto far capire che non ci si deve rassegnare a un destino che sembra segnato, ma bisogna avere il coraggio per dare a se stessi la possibilità di scegliere cosa può aiutarci ad avere una migliore qualità di vita. Vivere ogni attimo con la stessa intensità, gli stessi colori e la stessa gioia ogni giorno. Amare se stessi come prima cosa senza preoccuparsi di ciò che gli altri possano pensare.

Lo stress, l’affaticamento, l’ansia, la mancanza di precauzioni, l’esposizione disordinata al sole, la trascuratezza, non devono essere componenti del quotidiano, la vita piena, curata e ordinata, migliora sicuramente il vivere di chiunque, ragazzi compresi.

Ho descritto il mio percorso, ho parlato del mio libro, delle mie scelte e di quanto mi fossi esposta pur di realizzare almeno in parte i miei sogni, uno tra i quali ed il più importante mio figlio. Lui era li presente e mi ha appoggiato parlando della sua esperienza con una madre lupica e anche un po’ nevrotica (effetto cortisone) e questo ha ulteriormente incuriosito il mio giovane pubblico.

Le domande sono state tante e molto mirate, nessuno era turbato, nessuno era annoiato, nessuno ha pensato alla malattia come impedimento,  anzi hanno capito il messaggio mi hanno fermata ed alcune ragazze mi hanno anche abbracciata.

Ora io,che fino a ieri potevo avere ancora dei dubbi, sul trasmettere e far conoscere questo mondo silenzioso, oggi dubbi non ne ho più e forze permettendo intendo proseguire con questa mia battaglia di conoscenza e comunicazione in tutti i posti dove mi sarà possibile e permesso farlo.

Nascondere non aiuta a capire che il mondo, anche se non è perfetto, è pur sempre il posto dove ognuno di noi deve trovare una dimensione e un’armonia con se stesso, per poter prendersi cura di ogni cosa, possa trovarsi lungo il proprio cammino.

Grazie ragazzi, oggi voi mi avete insegnato a superare quella barriera interiore che per anni mi aveva portato al silenzio, oggi le parole sono uscite dal libro e spero siano entrate nel vostro cuore, come voi siete entrati nel mio.

Ora inizia il mio vero obiettivo, e tu lupo stai in guardia,  ora anche io ho un esercito di giovani cacciatori a difendermi e a noi tu non fai paura…la conoscenza è la medicina dell’anima, posto dove tu non riuscirai mai ad entrare….patty 5

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