…leggera come una piuma…libera come una farfalla…il mondo di BEA…

L’emozione più grande di questo Salone del Libro 2018 è stata quella di conoscere Sara Fiorentino, una giovane donna forte e tenace ed entrare con lei nel meraviglioso mondo di BEA. Chi è Bea? La bambina più bella, forte, coraggiosa che questo mondo potesse aver avuto la fortuna di conoscere. Conosciuta dalle cronache come la bambina di pietra, per la malattia che ha segnato il suo breve cammino, e definita così perchè purtroppo essendo un caso unico al mondo, non gli è stato riconosciuto un nome e una soluzione.

Sara donna, sorella e zia di Bea, il coraggio,la forza,la tenerezza,l’altruismo,tutto racchiuso in una sola persona dal sorriso contagioso e dalla dolcezza dei suoi occhi nel descrivere ogni passaggio della vita di BEA.

Quanti sacrifici, dolore, ansie e lutti nella vita di questa donna, ma quanto coraggio e voglia di dare trasmette nel libro dedicato agli otto anni di vita di sua nipote.

La storia di Bea non è solo una storia unica per il suo percorso, ma è soprattutto un inno al coraggio alla voglia di lottare e vincere, alla ricerca, a chi soffre di malattie rare non  riconosciute e a chi invece vengono riconosciute,ma delle quali non si trovano soluzioni poichè ancora troppo rare per essere prese in considerazione.

Sara ha donato il devoluto delle vendite proprio alla ricerca per far si che non ci siano più pietre nel cammino di nessuno ma solo soffici piume libere di volare senza vincoli e dolori.

Leggera come una piuma libro che non può non toccarvi il cuore, c’è amore anche solo a tenerlo in mano, e quando si arriva alla parola fine l’anima vi si solleva come per incanto immaginando BEA e la sua mamma mano nella mano correre in un verde prato pieno di colori mangiando budino alla vaniglia.

Grazie Sara per averci portato nel mondo di Bea, per aver condiviso con noi la sua storia e le sue battute spiritose, i suoi viaggi e le sue emozioni, ora so che di fronte a qualsiasi cosa esiste sempre un senso e quel senso dobbiamo darlo noi per continuare a credere che lottare per ogni attimo,seppur breve di vita,ci aiuta a vederla senza sfumature ma piena di colori meravigliosamente luminosi.

Ciao BEA, mi raccomando tienimi un po’ di budino che anche io ne vado matta…patty5

Il libro edito dalla PATHOS EDIZIONI è ordinabile on line sul sito ,su tutti i canali di vendita on line e ordinabile in libreria.

il mondo di BEA

 

…vorrei vivere più di un gatto in tangenziale…un film che ispira…

Ho recentemente visto il film di Albanese e Cortellesi Come un gatto in tangenziale, e al di là che l’ho trovato bello e divertente, nonostante la coattezza della trama, anche istruttivo e molto inerente alla realtà.

Oggi noi viviamo due dimensioni chi sta in alto e parla bene ma parla, e chi sta in basso non parla anzi si urla, ma nessuno l’ascolta.

Si perchè è facile dire facciamo questo, quello su e giù  quando si sta su di una poltrona, comodi e in alto,non  è altrettanto facile farlo dal basso seduti su di una cassetta della frutta senza sapere e poter fare nulla.

Se le due realtà venissero scambiate anche solo per un breve periodo forse oggi non staremo ancora qua a parlare di un governo che non c’è.  Nel film di Albanese nei panni del ricco pensatore mondiale e della Cortellesi  nei panni della coatta del borgo dei poveri, le due realtà si mettono in parallelo per unirsi inevitabilmente tramite chi questi pregiudizi e queste diversità non le vive e cioè i giovani ,i ragazzi, i bambini, usando la componente amore come legame indissolubile di un unione tra i popoli, le razze, la gente, l’amore.

Quindi il film insegna che è l’amore ancora una volta il collante per risolvere ogni problema di differenza e socializzazione e non le parole o gli status symbol.

E se portassimo più amore e meno interessi anche in parlamento ,riusciremo secondo voi a creare un governo meno parlato e più sentito?

Bisognerebbe comunque tenere dei corsi per aprire le anime e i cuori perchè mi sa che li ancora tutto rimane ben chiuso compreso il portafoglio. patty5ragazzi-come-un-gatto-in-tangenziale-1024x725.jpg

Quando la recensione ti tocca il cuore❤

       10 MAGGIO : GIORNATA INTERNAZIONALE DEL LUPUS .
Patrizia Macario : Io convivo con un Lupu’s – Libro –
” CHE NESSUNO SI POSSA SENTIRE PIU’ SOLO “

Leggere il libro di Patrizia è fare un viaggio attraverso gli ultimi 30 anni della sua vita, in poche pagine. Ti prende per mano il cuore e ti accompagna attraverso i passaggi più duri e coraggiosi della malattia. Senza lasciare spazio alla disperazione, neppure nei momenti più difficili, sceglie la luce e i colori al buio dell’anima.
Resilienza diventa la sua parola d’ordine a soli 20 anni e lo è ancora.
A Patrizia devo l’avermi fatto comprendere quanto possa essere complicato e difficile il “mettersi a nudo” con il pubblico, ma come dice lei nelle nostre chiacchierate online ” …il significato di questo libro è quello di non far sentire più nessuno, solo. ”

“Proprietaria di un innato ottimismo, tendevo a non tenere per me il carico ma a distribuirlo attraverso la socializzazione, cioè la condivisione del mio dolore per alleggerire la mia anima. Tenevo molte volte ad enfatizzare ogni sorta di problema coinvolgendo anche persone estranee oltre che i miei cari… sentendomi così protagonista di un evento che in quel momento era fonte di angoscia.
Credevo molto nei valori della vita e cercavo di circondarmi di persone che avevano la stessa visione in modo tale da poter esprimere le mie emozioni senza dovermi giustificare.”da “io convivo con un lupu’s”

Grazie Nicoletta Pisano’ un’amicizia nata sul web e custodita nel cuore❤

immagine lupus.jpg

…tacco 12 dal fashion…all’uso alternativo…

Avendo abbandonato ormai da tempo l’uso così fashion del ben voluto tacco 12 da spezza caviglia, mi sono chiesta rovistando nel mio sgabuzzino cosa mai potessi fare per rendere ancora vive le coloratissime 30 paia di scarpe dal tacco improponibile che occupano abusivamente un intero ripiano.

Gettarle? giammai…dovessi mai tornare indietro nel tempo e miracolosamente indossarle, (povera illusa) Regalarle? noooo le mie scarpe adorate ai piedi di chissà quale sconosciuta creatura. E allora? In attesa di un illuminazione folgorante, le metto in casa per prendere la conserva di pomodoro che ho avuto la bella idea di piazzare nel ripiano più alto della cucina, poi ci pianto un chiodo visto che non trovo mai il martello, inoltre potrei portarne un paio in borsa come arma contundente anti rapina e che dire del famoso calice improvvisato in un momento di romantico tete-à- tete (a patto che non siano usate e non costino una fortuna se no bevo acqua gassata che è meglio)

Comunque tutta invidia la mia perchè se solo non avessi la certezza di rotolare rovinosamente e fare una di quelle figure che difficilmente dimentichi e dimenticano coloro che hanno il piacere di vederti, comprerei l’intera collezione di Louboutin quelle magnifiche creature con la suola rossa il cui costo crea una permanente naturale ma che sollevano ,non solo di altezza, ma di morale qualunque donna.

Quindi voi fanciulle che ancora leggiadramente potete permettervi tale vezzo, usate e osate il tacco 12 fino a farvi consumare i piedi perchè poi per le comode scarpette da signora c’è sempre tempo, e per prendere la passata, piantare un chiodo, e proteggervi dalle rapine, credetemi qualcuno al vostro fianco lo farà  per voi. Il tacco 12 conquista più di due gocce di Chanel n 5 a letto senza nulla, perchè prima di arrivarci ,devi sempre passare dal tacco 12.

Detto questo metto a posto lo sgabuzzino e guardo e ripenso ai tempi che furono…con le mie 30 paia di tacco 12 e non mi resta che sognare… patty5

MAINLOUBOUTIN_main

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

9

Io convivo con un lupu’s…una storia…la mia…guerriere si diventa…

E’ passato un mese dal giorno che ho preso in mano per la prima volta una copia del libro, che avevo deciso di scrivere, ed è un mese che a parte qualche foto o annuncio, lo tengo sempre qui accanto a me proteggendolo come fosse un neonato.

Non è stato facile scriverlo, e non è facile donarlo al mondo, perché al di la del fatto che si parla di una malattia a molti sconosciuta, si parla di me, del mio privato, dei miei sentimenti, di un vissuto non facile e sofferto, grandi gioie ma grandi dolori, lotte, resilienza, coraggio, paure, incognite, speranze e un futuro al quale non so dare una collocazione ben precisa. Si perché il LUPUS, non ti permette di pensare oltre al quotidiano, non ti avvisa del suo percorso, decide e ti trascina con se in un vortice di paura dove ogni volta ti ritrovi persa e ti aggrappi inesorabilmente alla sola grande volontà di vivere, di superare ancora una volta, di ricominciare.

Ammaccata, ferita, delusa e molte volte priva di qualcosa, offesa nell’animo, cerchi di risalire lentamente fino a sperare che la bestia cada nuovamente in remissione e ti dia il tempo per riprendere le forze fino alla battaglia successiva.

Intanto il tempo passa, tante rinunce, forze che mancano e tanti perché nell’anima. Ma nonostante tutto sono fortunata, perché ho un carattere a differenza della malattia, non remissivo, non ho mai accettato di convivere con la bestia, come la chiamo io, e quindi ho sempre rifiutato ogni limitazione sfidandola, a volte, ho vinto e molte volte ho perso ma non mi sono mai tirata indietro in ogni battaglia.

Avrei voluto una vita diversa, semplice ma diversa, ma sembra illogico dirlo; ” il Lupus” mi ha resa quella che oggi io sono, forte, determinata, empatica e soprattutto ha sviluppato in me capacità di sopravvivenza che non conoscevo. Ogni giorno mi reinvento creando le condizioni adatte al momento, ho appeso le scarpette da ballo al chiodo ma ho dipinto, ricamato, sperimentato ricette fino a che ho aperto un cassetto che avevo persino dimenticato in un vecchio armadio del cuore, e ho trovato la mia strada. Scrivere. Ed è quello che faccio ormai da diversi anni, la mia medicina, il mio esternare ogni sentimento negativo, la mia comunicazione con il mondo, le mie emozioni.

Continuerò a convivere con la bestia poiché purtroppo morte sua morte mia, ma come tutte le convivenze forzate mi prenderò sempre i miei spazi e tutte le cose belle che la vita ha da offrirmi in ogni attimo e in ogni secondo.

Il mio domani è ieri il mio oggi è ora…carpe diem..ed è ora che lasci andare questo neonato e lo mandi nel mondo a trasmettere il messaggio,che uscendomi dal cuore, voglio dare a tutti . FORZA E CORAGGIO la vita vale sempre la pena di essere vissuta anche se non proprio tutta a colori… i colori mettiamoceli noi… e costruiamo la tela che forse non tutti potranno capire, poichè non  tutti sanno apprezzare l’arte. ma se anche solo pochi si fermeranno a guardarla ,sarà comunque qualcosa che resterà del nostro passaggio  in questa vita, nella quale forse si siamo diversi ,ma unici nell’amore che abbiamo per essa.

Quindi che vi posso dire io ho messo a nudo le mie paure, voi liberate le vostre. ciao dalla bella e la bestia… (in questo caso la bestia sono io…) patty5

PRESENTAZIONE UFFICIALE SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2018

ROMA FRANCOFORTE LONDRA E USA a date da definirsi. SKY TV MEDIASET E RADIO disponibile on line e prossimamente in tutte le librerie in Italia.

download

…la stagione degli amori …e degli odori…

Ah…. la primavera, tanto decantata dai poeti, magica unione di luce e colori, gli uccellini cantano, i peschi sono in fiore, le giornate lunghe e tiepide il vociare dei bambini nei prati di candide margherite.

“E’ dolce primavera”  recita Virgilio “e accende ogni suo germe…”  ecco appunto…  tutto questo quadro soave e magico , presenta come  ogni anno  anche il lato dolente, il  rovescio della medaglia, il ritorno dell’ indesiderata “ASCELLA PEZZATA”.

Amabile saponetta cubica delle nonne, il sapone di marsiglia, che alleggeriva l’olezzo dei contadini dopo aver sudato e faticato nei campi al termine di una giornata di lavoro, e che ora, tale olezzo, abbiamo il piacere di sentire alle 7 di mattina sui bus di linea.  L’invenzione magica dei deodoranti 7/14/21/28 ore e addirittura 7 giorni su 7 pare che ancora non sia entrata nel circuito chiuso di alcune persone, e che dire della miscela dell’amato sudore con il deodorante spray , un vero e proprio pro-batterico perchè di anti non ha nulla.

Ora al di là del fatto che eliminerei le barre alte dei bus, così da evitare svenimenti e profusione di feromoni,  che contrariamente a ciò che qualcuno afferma, nulla hanno di eccitante e stimolante, se subiti a forte mandata da sconosciuti, inserirei invece il reato di disturbo olfattivo altrui.

E che dire delle fashion ,unghie laccate e trucco impeccabile, vestiti top e profumo di marca che non serve a coprire il fetore stagno ma rende il tutto peggio di un campo appena concimato a sterco di cavallo.

Lo so sono tremenda ma non ce la posso fare, chiedo a nome di tutta la popolazione un corso da inserire tra le materie scolastiche di “annusati le ascelle prima di uscire” e una seduta dall’otorinolaringoiatra per controllare le normali funzioni olfattive, un po’ come i vaccini obbligatori insomma.

Questo eviterebbe alla Sanità pubblica di doversi occupare di svenimenti improvvisi e spargimento di batteri nocivi alla salute (mentale) di chi è costretto a sopportare.

Dolce primavera caro Virgilio forse ai tuoi tempi, ora mi sa che di dolce c’e rimasta solo l’illusione , quella che finalmente si scopra l’uso del sapone.patty5blog-sudare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

7

…volevo fare l’avvocato ma farò il pompiere…

Quando siamo piccini e ci chiedono cosa vorresti fare da grande, il  nostro pensiero viaggia o sugli esempi che abbiamo in casa o su personaggi che vediamo compiere azioni che in quel momento ci sembrano immensamente belle e utili.

Il pompiere, il poliziotto, il medico, l’avvocato, il veterinario o addirittura lo scienziato.

Ora tra queste nobili e ambite professioni purtroppo non sempre vengono rispettati tutti i criteri ai quali dovrebbero fare fede tali professioni, perchè purtroppo sentiamo di poliziotti maneschi e corrotti, medici venduti e incapaci, veterinari poco altruisti ma molto dediti alle parcelle e alle operazioni inutili e costose, forse si salvano i pompieri che almeno il loro lavoro lo fanno, rischiando pure la vita se necessario. Degli avvocati, purtroppo, per il contesto dell’attuale giustizia italiana, ho molti dubbi in riguardo.

La cronaca recente mi porta a pensare che con il mio carattere empatico non potrei mai fare tale mestiere, mai potrei difendere un’assassino sapendolo tale, nascondere e mascherare le prove, accettare sentenze ingiuste, soprattutto io che un figlio ce l’ho.

Ora esistono anche tanti altri mestieri che qualcuno deve pur fare se no la ruota smetterebbe di girare, ma la giustizia che dovrebbe essere uguale per tutti dov’è?

Gente in carcere, senza aver commesso il fatto, per 17 anni, anni rubati, risarciti si ma rubati , e gente che uccide per gioco, omette il soccorso, nega, maschera, ride e si beffa del mondo, libera in giro come se nulla fosse e questo perchè  non è vero che la legge è uguale per tutti.

3 anni per bancarotta, o per non aver pagato le tasse, 3 anni per aver partecipato ad un omicidio e non aver prestato soccorso, per aver permesso che una giovane vita si spegnesse pur di non rischiare la propria onorabilità. secondo voi esiste un equità in tutto questo? Dolore amarezza rabbia e anche paura, perchè ti fa pensare che se non sei nessuno e per caso sbagli tutti hanno diritto di caricare su di te le pene che non  scontano gli altri.

Quattordici anni di carcere che con i vari sconti si ridurranno notevolmente contro 20 anni di una vita tutta da vivere. NO IO NON AVREI MAI POTUTO FARE L’AVVOCATO.

Lascio questo compito a chi riesce a dormire la notte nonostante  tutto a chi ha la capacità di scindere le cose a chi ha una fortezza attorno al cuore. Farò il pompiere e salverò i gattini sugli alberi, le vecchiette imprigionate in casa, le persone in difficoltà, spegnerò gli incendi, e aiuterò i terremotati e dormirò la notte stanca ma con l’anima leggera o semplicemente farò quello che so fare  per poter dire che secondo me:” la legge non è uguale per tutti”. Purtroppo. patty 5  (Marco r.i.p)

la legge

 

 

 

…l’arte del lamentarsi, una ragnatela che imprigiona…

Lamentarsi non serve a nulla. Facile dirlo, difficile metterlo in pratica.

Penso che il primo essere della storia a lamentarsi fu proprio ADAMO esattamente un attimo dopo che morse la mela, forse perché era dura o forse acerba, oppure semplicemente perché in quello stesso attimo si rese conto di quanto gli sarebbe costata cara. Questo fu dunque il primo lamento umano. Sopravvivere quindi procacciare cibo, faticare, provvedere, decidere, organizzare, sudare, assumersi responsabilità.

Ora noi discendenti dal credo Adamo ed Eva, paradiso terrestre compreso, portiamo sulle nostre spalle l’eredità del lamento. Esso si genera nell’essere umano, come una ragnatela, giorno dopo giorno, tessendo una tela nella quale inevitabilmente si finisce quasi inconsciamente imprigionati.

Lamentarsi diventa una psicoterapia collettiva, una sorta di gara al lamento migliore, del quale però non si riconosce un premio materiale bensì una leggerezza mentale per aver condiviso uno dei mali che ci affliggono. Non importa se irrilevante e futile, importante è l’enfasi drammaturgica nell’esternarlo.

Ed è così che il mondo diventa pieno di attori e il lamento diventa un arte.

Non sarei stupita se nel prossimo futuro dovesse diventare una materia scolastica.

Esiste il lamentoso seriale, cioè colui che appositamente cerca di farti parlare per poi immediatamente bloccare ogni tua esposizione per iniziare il percorso artistico. Perchè credetemi lamentarsi è un’ arte, e l’arte e qualcosa che non ha limiti, né confini e non necessita di alcun alibi per potersi esprimere liberamente.

L’arte è arte. Ormai un collante esistenziale della società. Il lamento diventa la costante mentre tutto il resto è variabile. Non occorre un diploma, ne competenze specifiche forse una componente genetica, ma ci si può arrivare anche autonomamente, sta di fatto che ogni essere umano (e dico umano perchè non ho mai sentito una pianta o un animale lamentarsi) può aspirare a diventare un attore magari mirando all’OSCAR.

E meno male che ci sono i social ad alleggerire il peso del lamento, facendo sì che uno possa uscire di casa, più o meno tranquillo ,senza rischiare di tornare carico di tutti i pesi del mondo e con il carrello della spesa vuoto.

Il social-lamento è come il gazzettino delle nonne davanti ai portoni, solo loro non si lamentavano mai , educate nel silenzio dei propri doveri, ma sapevano tutto di tutti, ora sappiamo anche di più comprese tutte le piastrelle dei bagni, i selfie turistici e ogni particolare intimo , e quindi ogni lamento diventa quasi come un monologo esternato al mondo condivisibile e meritevole di un LIKE, e attenzione che se non rispondete subito siete immediatamente oggetto di un lamento, condiviso naturalmente.

Ma d’altronde che vita sarebbe senza lamenti…il PARADISO…e siccome Eva ha deciso che sarebbe stato troppo noioso non farsi un selfie a bocca di gallina, con immenso dispiacere vi dico subiamoci l’inferno e i lamenti quotidiani. buon lamento a tutti.patty5

brontolo

 

 

…Puntiamo al futuro e ridiamo all’Italia Meridionale la sua storia…

LA STORIA E IL FUTURO
Quando un uomo, una comunità, un popolo,  viene privato della sua storia non gli viene cancellato semplicemente il passato gli viene oscurata la via che porta alla costruzione del suo futuro e il suo inalienabile diritto a partecipare all’immortalità del genere umano.
 
La storia rappresenta il bagaglio di esperienza che un uomo, una comunità, un popolo, hanno a disposizione per progredire sulla strada della civiltà.
 
 
Conoscere la propria storia, bella o brutta che sia rende l’uomo immune dagli errori avìti e lo fa evolvere con continuità verso una civiltà migliore.
 
      Se la storia per essere degna di tale nome si deve  formare con metodo scientifico e critico, ne deriva che parte di quella che noi abbiamo studiato e studiamo sotto questo nome, storia, purtroppo, non è.
 
Sentiamo dire frequentemente e spesso con toni sacrali: “La storia la scrive chi vince”, come se scrivendola chi perde facesse differenza o come se il vincitore potesse indiscriminatamente e a pieno diritto, mistificarla e piegarla al proprio interesse, al proprio tornaconto, imporla ai posteri con l’obbligo  di apprezzarla e difenderla come la sola unica e vera storia e anche quando, prove inconfutabili del contrario emergono e diventano di dominio pubblico, e quel che è peggio, assimiliamo di buon grado, quella storia che pure sappiamo mistificata e/o  incompleta. 
 
Questo comportamento è comprensibile quando si è scolari o studenti e la storia, alla stregua di altre materie scolastiche, è solo quella dei libri di testo (perchè su questi si verrà valutati). Ma quando onestamente edotti, continuiamo a riconoscerci (per comodità e/o opportunismo) nella storia mistificata, il comportamento è decisamente biasimevole e deleterio per se stessi e per la società in cui si vive.  
 
Un’altra frase che sentiamo dire spesso e questa volta con toni intellettuali è: ” La storia si ripete” e del perchè ciò avviene lo spiegano trattati autorevolissimi.
 
Ritengo che se negli ultimi duecento anni diversi eventi bellici fino alle ultime guerre mondiali e forse anche oltre, siano stati caratterizzati da barbarie inimmagginabili e ingiustificabili per l’epoca storica in cui avvenivano, questo è dovuto prevalentemente al fatto che  il genere umano è stato privato della sua storia.                     …tratto da  bivio melia.com
Immagine 006

…donare salva una vita e rende migliore la tua…

Mi è capitato recentemente di andare all’ufficio dell’anagrafe per rifare la carta d’identità scaduta. Nel momento in cui ho consegnato il modulo mi è stata posta la seguente domanda “Lei è favorevole alla donazione degli organi” ecco in quel momento tutte le parti del mio essere hanno urlato:”siiiiiii” ma poi ho pensato: “cosa mai potrei donare io che possa essere utile a qualcuno?”, non posso saperlo perché non posso prevedere il futuro.

I pareri in materia sono molto contrastanti, partendo da una radice religiosa la donazione degli organi impedirebbe al corpo di ritrovarsi in paradiso nella sua totale pienezza , senza pensare che lo stesso corpo qui sulla terra va in putrefazione inutilmente sotto strati di terra o dentro celle umide e fredde, mentre dell’anima neanche ce ne preoccupiamo. Pensiamo a 180 gradi e non a 360: da un lato non sappiamo rinunciare a nulla e dall’altro speriamo nella purificazione, ed è qui che torniamo all’anima.

Allora in questo contraddittorio, tra corpo e anima, che importa se un pezzo di noi o litri del nostro sangue rigenerato possono salvare una vita. Il detto latino ” orandum est ut sit mens sana in corpore sano”  (bisogna pregare affinchè ci sia una mente sana in un corpo sano) dovrebbe essere interpretata da molte persone come un inno di altruismo, poichè se IO soggetto, ho la fortuna di avere la mente e il corpo sani, qualcun’altro questa fortuna non la possiede. Ora di fronte al fatto che ognuno di noi dovrebbe dare un senso alla propria vita nel suo piccolo, giusto per non essere un passaggio evanescente sulla terra, penso che sia utile fermarsi un attimo e riflettere.

La maggior parte dei donatori di organi sia in vita (midollo, reni, parti di fegato,) che post mortem, appartiene alla categoria “sono stato toccato dal problema” e si perchè se no difficilmente ci si avvicina all’argomento ancora tabù nel ventesimo secolo.

Ora non voglio essere ipocrita sull’argomento ma giustamente chi di noi per una persona alla quale vuole bene non darebbe la stessa vita. Ecco quello che invece mi fa emozionare è quando sento storie come quella di Frizzi che ha donato il suo midollo ad una ragazza sconosciuta o l’amica di Selena Gomez che ha spontaneamente donato il proprio rene per salvarla dalla dialisi. Queste sono storie, questa è vita.

Non occorre che ora tutti diventino salvatori del mondo, ruolo esclusivo ed  unico di colui nel quale la maggior parte di noi crede,   ma nel nostro piccolo universo,  qualcosa di immensamente unico e grandioso possiamo farlo.

DONARE IL SANGUE ad esempio. La carenza di sangue in  Italia soprattutto nei mesi estivi  è diventato un problema che dovrebbe toccarci tutti. Un paziente leucemico ha bisogno di 8 donatori a settimana così come i pazienti talassemici e quelli con  altre patologie legate all’emoglobina. Per un trapianto di cuore-polmoni occorrono fino a 30-40 sacche.

I malati non vanno in ferie, i donatori si ma non senza prima aver donato una piccola parte della loro essenza.

OMNIA VINCIT AMOR. L’amore vince su tutto anche un piccolo gesto d’amore può contribuire a vincere la battaglia con la vita e tutti  noi potremmo essere protagonisti di un film proiettato in esclusiva nel nostro cuore e nella nostra anima. patty5

donare2