…c’e chi guarda il mondo da un oblò…e chi lo guarda in orizzontale…

Ho avuto la fortuna nella mia vita di poter guardare il mondo da un oblò durante un viaggio nel lontano ormai 2005, un orizzonte fantastico circondato da splendide isole caraibiche il tutto dopo essere sopravvissuta ad una pericardite di 2 grado e ancora sotto terapia. Il mio viaggio della salute. Si perchè era impossibile non riprendersi circondata da tanta bellezza e tanta pace.

Ma come tutte le cose belle, prima o poi finiscono, e da quel momento non ho più visto il mondo da un oblò ma nella maggior parte delle volte in verticale e molte volte in orizzontale.

Vedere il mondo in orizzontale ti dà una dimensione diversa della vita, perchè oltre a contare le barre che compongono le tapparelle, guardare il soffitto per lo più immobile se non in quei casi dove i giramenti, di testa intendo, lo fanno fluttuare fino a portarti il senso di nausea ai limiti estremi di sopportazione. E poi c’e il lampadario, quelli di una volta avevano mille gocce e  potevi sbizzarrirti nella conta e nei riflessi, quelli moderni sono anonimi e noiosi a meno che abbiano delle pale, che però dopo un po’, ti fanno girare, sempre la testa intendo.

Qualcosa di bello c’è nella posizione orizzontale, ti organizzi, metti tutto a portata di mano, acqua, termometro, essenziali, poi pc, telefonino, caricabatterie, libri, the e biscotti plasmon. (questi ultimi quando proprio sto per morire).
Descritto così sembra tutto quasi bello, ma ho dimenticato una cosa importante e forse fondamentale, la maggior parte delle volte che mi ritrovo in orizzontale non ho la forza neanche per usarle tutte queste cose.

La mente vorrebbe il corpo si rifiuta. E allora cerco di concentrare quella poca e preziosa energia proiettandola dalla mente alle dita e dalle dita alla tastiera.

Scrivere diventa la medicina essenziale per tirare fuori tutte le tossine che paralizzano il resto della mia essenza. Scrivere è un po come tuffarsi in un acqua miracolosa per uscirne liberi mentalmente e trovare la forza per superare lo scalino che ti separa dallo stato orizzontale a quello verticale.

In attesa che qualche genio mi inventi un caricabatterie, possibilmente portatile, non trovo alternative valide se non annoiarvi con i miei bla bla e non ditemi. vi prego, prendi le vitamine, mangia frutta e verdura, perchè credetemi penso di essere la maggior azionista di tutte le cooperative di frutta e verdura e di aver preso tutte le vitamine dalla a alla z e anche di tutti gli alfabeti greco, romani, latini e quant’altro.

Chi non conosce non può capire, ma non è obbligatorio farlo. In attesa di recuperare questo tempo perso in orizzontale e di potervi verticalmente allietare con articoli con un contenuto pari alla mia altezza (1.65) e magari con un tacco 12 se serve, per elevare anche un po’ il QI , io e la bestia vi abbracciamo calorosamente. e come diceva Rossella O’Hara in Via col vento…”domani è un altro giorno…”patty5

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…punta e tacco…il ballo medicina alternativa…

Che la musica fosse dolce melodia dell’anima questo già lo sapevamo, il suo potere nel farci evadere dalla quotidianità, nel darci emozioni, nel riportarci indietro nei ricordi annullando lo spazio, diventa terapia insieme ai colori e ai pensieri positivi.

Ma del ballo ne vogliamo parlare, esplosione dell’essere nel movimento del corpo, un unione sottile tra anima e pensiero,  movimento, passione, amore ed armonia.

Esistono vari tipi di interpretazione del ballo, quello di aggregazione e conoscenza, l’antistress , quello individuale e quello di gruppo oppure esiste una danza quella che pochi riescono ad interpretare quella dell’anima.

La danza dell’anima è quando la mente si annulla e smette di comandare il corpo lasciando alla musica il compito di muoverlo affinchè diventi un tutt’uno liberando completamente ogni inibizione e ogni vincolo . Solo vibrazioni di musica e corpo, in un universo che  gira intorno a noi stessi. Ogni nota penetra dentro come piccole scintille di fuoco e scatena reazioni non programmate ne tanto meno coreografate.

Bisognerebbe trovare il coraggio per liberare le inibizioni e lasciarsi trasportare in un vortice di liberazione in una sorta di coscienza universale dove cercare risposte e soluzioni semplicemente liberando l’aurea che molte volte ci avvolge e ci stritola.

Che genere di sensazioni hai quando danzi” “Non lo so…una bella sensazione…Sto li , tutto rigido, ma dopo che ho iniziato, allora dimentico qualunque cosa. E … come se sparissi. Cioè, sento che tutto il corpo cambia, ed è come se dentro avessi un fuoco, come se …volassi. Sono un uccello. Sono elettricità. Si, sono elettricità”  Billy Elliot

E non balliamo per gli altri, ma per noi stessi cercando un connubio proprio tra il nostro corpo e la nostra anima, lasciando entrare la musica nella parte più profonda della nostra esistenza.

Ballate, ballate con il cuore, con il corpo, con l’anima, con la mente, ballate per voi stessi, per offrirvi all’universo liberi e leggeri.

Esseri umani, piante o polvere cosmica: tutti danziamo su una melodia misteriosa intonata nello spazio da un  musicista invisibile.     Albert Einstein

Ballare rende felice il cuore e un cuore felice supera ogni paura anche quelle profondamente nascoste dentro il nostro universo, se poi lo fate con chi amate sappiate che non esiste modo migliore per alimentare il fuoco della passione perchè ballando non servono le parole ma sguardi che raggiungono l’anima. patty5

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…la mente oltre il corpo…

Nell’essere umano l’ermafroditismo è una condizione di cosiddetta intersessualità, nella quale coesistono caratteri sessuali maschili e femminili in una singola persona. Sebbene per molti animali si tratti di un fenomeno naturale, grazie al quale possono persino variare il proprio sesso in base ai cambiamenti sociali e ambientali, nella nostra specie, dove i due sessi sono separati sotto il profilo genetico, si tratta di un’alterazione dei processi legati alla differenziazione dei genitali, che interviene durante lo sviluppo dell’embrione (embriogenesi). Esistono alcune varianti di ermafroditismo e dipendono da come si manifesta la condizione.

In questa società di androgini, gender, trasgender, omosessuali, bisessuali la confusione ormai paralizza le vecchie generazioni dove chi era diverso poteva solo essere riconosciuto con un nome o un appellativo poco carino e non da me ripetibile.

Ora superate le paure legate alla mentalità chiusa e bigotta degli anni addietro, ci ritroviamo ad affrontare e accogliere ogni tipo di tendenza, che l’essere umano, possa voler intraprendere per il proprio benessere fisico e mentale.

L’outing degli anni 2000 ha fatto sì che diminuissero notevolmente condizioni di disagio esistenziale nella società e nelle scuole , al punto da creare veri e propri argomenti di dibattito e conoscenza per agevolare chi si sentiva emarginato dalla stessa.

La mia riflessione di oggi però non intende addentrarsi in questo mondo così vario e complesso del quale si potrebbero scrivere pagine e pagine di discussione, ma affrontare un tema che ancora oggi potremmo definire mitologico…

Riprendo quindi il discorso rifacendomi proprio alla mitologia, con Ermafrodito.

Personaggio della mitologia greca, figlio di Ermes e di Afrodite. Secondo il poeta latino Publio Ovidio Nasone era un ragazzo molto bello che venne trasformato in un essere androgino dall’unione fisica soprannaturale avvenuta con la ninfa Salmace.

Figlio, come detto, della Dea dell’amore e del signore delle erme è stato a lungo un simbolo classico di androginia ed effeminatezza, ritratto nell’arte greco-romana come una figura femminile dotata di genitali maschili.

I genitori divini sono entrambi figure erotiche e rappresentanti della fertilità, che possiedono sfumature distintamente sessuali.

In genetica invece per vero ermafroditismo si intende una condizione nella quale la persona presenta sia cellule XX, ovvero con profilo cromosomico femminile, che XY, con profilo cromosomico maschile. È estremamente rara e dal punto di vista medico si definisce “chimera genetica”. In un ermafrodita vero sono presenti sia il testicolo che l’ovaio, oppure un organo composto da tessuto intermedio fra i due chiamato “ovotestis”. Esso si osserva anche nell’embrione ed è l’insieme delle gonadi maschili e femminili indifferenziate, che nel corso dello sviluppo matureranno – o si atrofizzeranno – in base al sesso genetico del nascituro. E’ il corso del tempo a stabilire se colui che vive questa condizione prediliga la condizione femminile o maschile del proprio essere.

Certamente tutto ciò che non ha una definizione, non per scelta, ma per natura obbliga inevitabilmente ad affrontare un problema  personale interiore che difficilmente si trasforma in un outing volontario ma un outing necessario e di conseguenza una netta definizione del proprio essere.

Non è facile capire dove, da parte di chi si trova ad affrontare il problema, indirizzare il sesso del nascituro, la maggior parte delle volte si sbaglia dando origini maschili a chi poi avrà caratteristiche nettamente femminili. Solo il tempo, il coraggio, l’appoggio della famiglia possono far uscire dall’impasse restituendo finalmente il corpo alla mente.

Ma non è tutto oro ciò che luccica, perchè nonostante le lotte, le parole,le scese in piazza e gli striscioni, il mondo non è ancora pronto ad aprire le frontiere della diversità confondendo la moda con la necessità neanche quando la vita ci riporta indietro nel tempo sui libri di scuola ,nella mitologia greca e nell’arte rappresentativa dove la donna con organi maschili viene ancor oggi rimirata nelle sale espositive del Louvre nella capitale dell’amore, dove chi ammira non giudica e chi tace acconsente. patty5

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…forza, coraggio, resilienza, amore, una vita da vivere nonostante tutto…

Io convivo con un lupu’s – Patrizia Maria Macario

Io convivo con un lupu’s - Patrizia Maria Macario - Bookstore

Una convivenza terribile, destinata a durare tutta la vita. La testimonianza di una donna, che grazie al suo coraggio, alla fede e all’amore combatte da oltre trent’anni la bestia che è nel suo corpo.

 

Il lupus purtroppo è una malattia della quale, oltre che nei telefilm del Dr. House dove viene ripetutamente nominata, non si conosce la vera natura. Essa ha la capacità di impossessarsi del tuo corpo senza darti la possibilità di difenderti o prevenire. Arriva silenziosamente e con un boato scatena il finimondo. Ti attacca e decide di convivere con te per il resto della tua vita. E non esiste l’opzione “sfratto” ma la ricerca di una convivenza almeno gestibile. Il lupus è disordinato, non ha un punto ben preciso dove sistemarsi, vaga continuamente dentro di te… poi si ferma e organizza una delle sue feste, lasciando un caos che tu devi mettere a posto e ci vogliono giorni, mesi, a volte anni per riordinare tutto più o meno bene con qualche pezzo mancante o rotto.

 

Patrizia Maria Macario è nata a Torino nel 1965. Casalinga, moglie e madre, ha pubblicato nel 2016 un saggio sull’amore dal titolo Empatia del cuore. Nel 2017 è uscita una raccolta di dieci favole per bambini dal titolo Le favole della vita. Ha scritto nella sua carriera di scrittrice più di duecento poesie.

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…il bullismo uccide più del cancro…

Epoca di selfie, tecnologia, social condivisioni, pensieri che viaggiano alla velocità della luce condivisi da persone che seguono un gregge di povere pecore senza più avere la capacità di connettere il loro di cervello. Selfie nei bagni,  che dovrebbero raccontare una storia tipo “Le mie prigioni” di Silvio Pellico ma che in realtà offrono solo un panorama squallido e filtrato della vita del nulla.

Eppure tutti viviamo sui social e mi ci metto pure io che con i social ci lavoro. Il fatto e che non esiste un colloquio preliminare per accedervi quindi tutti e dico tutti, possono usufruire del mezzo a scopo benefico, sociale, di intrattenimento, svago, lavoro e poi ci sono loro i geni della trottola quelli ai quali il cervello è stato posizionato a caso in un cranio, anche largo secondo me, che ballonzola inutilmente, ma che proprio per la sua instabilità, crea dei danni ,la maggior parte delle volte irreparabili. Peggio di lui stanno i seguaci ai quali il cervello proprio non è stato nemmeno accennato.

Esiste un età considerata estremamente fragile, un età in cui si passa dall’infanzia all’adolescenza, un età, dove quelli che mai erano stati difetti, diventano pesi ingombranti e scomodi. Alcuni adolescenti superano questo stadio con estrema facilità, molto probabilmente perchè caratterialmente forti e dotati di autostima, supportati anche da famiglie che instaurano rapporti di comunicazione e aggregazione. Altri estremamente fragili, subiscono interiormente, fino ad una fase di rottura interiore, dalla quale o ne escono supportati, o inevitabilmente entrano in un tunnel, dal quale, chiusi a riccio, non riescono più a vedere non solo l’uscita, ma neanche se stessi. Seguire le mode, essere magri, spiritosi, stupidi, anche a volte, vivere di superbia e arroganza, pare siano le componenti basiche per poter sopravvivere in un mondo di mini bulli alias cretini matricolati…come si usava dire ai miei tempi.

I danni di questa follia li leggiamo ogni giorno, purtroppo nella cronaca, e diventano devastanti se questi ragazzi non vengono tutelati neanche nei posti dove passano la maggior parte del loro tempo e cioè a scuola. Anoressia, bulimia, tagli, crisi di ansia e panico, devastazioni fisiche, autismo volontario ecc,ecc…

Ora io mi chiedo in questa era dove siamo arrivati a prevenire e sconfiggere malattie come il cancro, dove persone lottano ogni giorno, non contro fantasmi e fantasie, ma contro realtà devastanti. Perchè? 

Morire a 15 anni per bullismo è uno spaccato di vera indignazione e vomitevole rabbia alla quale non riesco ad esimermi.

Non si può far finta di nulla ,  pensando che il bullismo oggi fà più vittime del cancro e che non esista una cura per fermarlo. Genitori attenti ad ogni segnale anche piccolo potrebbe essere l’inizio di un grande immenso problema, perchè  a quell’età non si capisce la differenza tra essere e poter essere.

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…la farfalla dalle ali di cristallo…

Il mondo non è perfetto ma ciò non toglie che esso possa essere meraviglioso. Dipende sempre dalla prospettiva con cui guardiamo le cose e le persone.

Alcune persone, apparentemente perfette, corrispondono agli status che la superficialità umana accetta in preda a una mania di protagonismo e futile egocentrismo, non sono altro che pecore che seguono un gregge tutto uguale privo di ogni sentimento o poesia.

Persone che non sanno o non hanno la capacità di andare oltre, perchè l’oltre è la diversità.

Ci sono nel mondo milioni di farfalle, le cui ali sono di cristallo , persone che devono lottare per proteggere le stesse, persone delicate che non hanno avuto la fortuna di poter volare liberamente per poter guardare il mondo senza rischiare di spezzare quelle meravigliose e preziose ali.

Ma queste persone ricche dentro, sanno nei loro piccoli voli , illuminare il cielo, e questo volo dopo volo, fino a creare una magica e fantastica tavolozza di colori che entra nel cuore di chi li ama e si prende cura di loro.

Volano accanto alle altre ma le riconosci, non perchè sono diverse ma perche sono speciali.  Quando la vita toglie la vita dà e ad ognuna di esse ha dato il sorriso, la dolcezza e quell’amore che ti entra nel cuore quando incontri una di esse.

Non mi piace la parola “diversamente abile”, ma mi piace pensare alle “farfalle con le ali di cristallo” perchè loro sicuramente non si portano un peso sul cuore o un fazzoletto sugli occhi, ma la voglia di volare libere e felici come ognuno dovrebbe poter fare.

Continuerò a guardare le farfalle ma credo che cercherò quella con le ali di cristallo perchè sicuramente avrà da insegnarmi qualcosa che io ancora non ho imparato.

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…ambarabà cicì cocò….

…tre civette sul comò che facevano l’amore con la figlia del dottore. Il dottore si ammalò. ambarabà cicì cocò…

Oggi in questa giornata uggiosa, dove chi come me vive in una dimensione metereopatica cronica, autorizzo voi a pensare che sia impazzita. No non sono ancora fuori di testa totale ma ci siamo quasi… e che stamattina mi sono svegliata tutta storta e con questo motivetto nella testa. Maledetta testa che non sta mai ferma, e inevitabilmente, come solito mio fare, tra una dose di caffeina e un biscotto senza lievito, in attesa che gli zuccheri facciano il loro benedetto lavoro, ragiono e analizzo il perchè di alcuni pensieri mi passino proprio li per la testa.

Dunque intanto che ci fanno tre civette sul comò e poi perchè 3 e perchè mai le civette dovrebbero fare l’amore con la figlia del dottore (cosa alquanto ambigua e non realistica) ora il dottore si ammalò… di cosa? E perchè? Forse perchè aveva appena scoperto la tresca tra le civette e la figlia o di cosa? E poi ? Il dottore è guarito? E’ morto o semplicemente ha rinnegato la figlia. E la figlia che fine ha fatto, ha smesso di civettare e si è fatta una vita normale, con tanto di figli, ai quali raccontare che una volta aveva tre civette sul suo como’ magari omettendo il fatto che ci faceva l’amore e che il loro nonno si ammalò non per il dispiacere ma semplicemente ” tre civette sul comò che facevano rumore con la figlia del dottore. E il dottore le cacciò…ambarabà cici cocò.

Fosse stato così forse non avrei avuto un’ infanzia piena di idiozie e una giornata uggiosa in cui raccontare le mie elucubrazioni mentali da carenza di caffeina.

Volevo solo farvi sorridere e poi in fondo a noi che ci frega che faceva la figlia del dottore saranno stati cavoli suoi, e il dottore speriamo sia guarito e che possa essere stato utile ad altri padri alle prese con animali umani o no.

Detto ciò speriamo smetta di piovere perchè se no la vedo dura…per la mia salute mentale e per la Vostra che mi seguite…VI LOVVO pat5

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…102 e non sentirli…

Le emozioni più grandi e profonde le raccolgo sempre tra la gente, ogni giorno, nei posti più strani. Ed è così che, complice la mia natura empatica e la mia lingua lunga, riesco sempre a portare a casa qualche emozione e anche tante altre cose, ricette, consigli, pensieri e tanti lamenti. Ma io che in questo divento un accumulatrice quasi seriale, chiudo nel cassetto della memoria ogni piccolo dettaglio che potrebbe servirmi sicuramente per illuminare la mente e scrivere qualcosa di speciale.

Oggi voglio parlarvi di Maria, il cui nome evoca già una tenerezza e un ricordo, e poi Maria è anche il mio secondo nome, e un nome a me caro per tanti motivi, che non sto qui ad elencare anche perchè la storia che voglio raccontarvi è sicuramente più interessante.

Maria è nata nel 1916 ed ora è all’alba dei suoi 102 anni, voi direte e allora?

Maria è una donna con una testa alla velocità della luce in un corpo che purtroppo non corrisponde a tale forza e un po’ come avere il wifi limitato invece che la fibra , per essere tecnologici, ecco Maria vorrebbe poter fare ancora tutto quello che gli passa per la testa ma purtroppo la connessione è molto debole e quindi fà quello che può.

Maria è autosufficiente, ragiona e ripete le tabelline con la pronipotina senza perdere un colpo, Maria si alza nel cuore della notte e lava le lenzuola nella vasca da bagno perchè secondo lei è sprecato usare la lavatrice e questo naturalmente lo fa di nascosto con tutte le difficoltà del caso e senza  non creare  preoccupazione in coloro che si prendono cura di lei amorevolmente. Ma chi ha il coraggio di fermare Maria.

Maria è stanca, stanca di trascinare un corpo che non gli appartiene, pieno di acciacchi e che le impedisce di fare ciò che realmente vorrebbe,vede il tempo non passare mai, vorrebbe uscire, andare al mercato, socializzare, ma non ha la forza e passa la maggior parte del tempo in casa e questo la stanca più dei suoi 102 anni.  Maria è una forza un delicato fiore che ci fà sperare e pensare a noi per un attimo. Chi non vorrebbe arrivare a 102 anni ed essere come Maria.

Lei ha visto la vera guerra, nata durante la prima e vissuta durante la seconda, e chissà quante cose avrebbe Maria da raccontare, storie vere, passaggi, emozioni, vissuti.

Non conosco personalmente Maria ma mi piacerebbe tanto, ma sentire parlare di lei questa mattina al mercato ha suscitato in me una tenerezza infinita che a nome di tutti sento di doverla abbracciare anche se solo virtualmente.

Grande grandissima Maria mi raccomando mandami una foto con una grande fetta di torta il giorno che spegnerai la tua 102 esima candelina, ed io ti porterò nel mio cuore per sempre come si porta un amica preziosa. Maria sei tutti noi.

e se anche voi avete la vostra Maria raccontatemelo nei commenti….lunga vita a tutti

 

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Tutto ciò che fà pasquetta…secondo me

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Domanda con risposta apparentemente semplice, cibo, amici, famiglia, prati,sole,allegria. Tutto semplice, ma a volte terribilmente complicato. Se partiamo dal cibo forse la parte più interessante del progetto, la fantasia assume linee ultraterrene fino alla creazione di cibi  cibernetici ma pratici all’uso con un contenuto ipercalorico che riesce a travolgere anche il più accanito fan del grissino all’acqua con prosciutto sgrassato. Quindi oltre a coprire il fabbisogno della giornata ,ci si potrebbe sfamare un intera popolazione di una qualsiasi cittadina del globo.

La famiglia, no quella fa parte del rituale di Pasqua, a pasquetta come a capodanno esiste la licenza ,il permesso come da militari. Quindi sentiamoci liberi di non coinvolgerla nel nostro griglia party rock and roll. Sui prati non metto bocca, fortunatamente ne sono ancora rimasti a sufficienza per tutti, prati fuori porta intendo, poichè quelli cittadini ormai appartengono, per fatto dovuto e lunghe battaglie animaliste ai nostri cani, i quali difendono molto accanitamente i loro spazi. E fanno bene. Tanto tutte le volte che hanno provato a piantarci dei fiori qualcuno ha abilmente provveduto a razziare il tutto lasciando spazi infiniti di tristezza umana. Quindi molto meglio dare la licenza ai cani e che anche loro abbiano i loro spazi di comunicazione sociale.

Il sole, fortunatamente quest’anno dietro gentile concessione delle alte sfere possiamo dire:” habemus sole”, ma se vogliamo proprio essere precisi e concisi nell’osservare l’immenso cielo, possiamo notare un quadro astratto di composizione striata di autore ignoto che non ha un gran che senso ma si sa l’arte va interpretata e non tutti possono capirla. (ma qui finiremo per addentrarci in un discorso alquanto pericoloso e troppo basato su teorie dal quale non ne usciremmo vivi) quindi godiamoci la gentile concessione metereologica  che appaga l’umore, la giornata e aumenta il livello della nostra vitamina D.

Ci rimane l’allegria, vera forzata, liberatoria, un break day alla quotidianità, un rigenerarsi per poter ricominciare (a lamentarci) domani con più forza che mai.

Ma credetemi nonostante tutto vi invidio, poichè aver la forza per poter far tutto ciò è già di per se una grande conquista, io che non riesco a mettere neanche in stand by il cervello per il tempo necessario al dovuto riposo, catturo fantasie su di un giorno apparentemente normale, ma che per qualcuno forse tanto normale non è….

Nonostante tutto toglieteci tutto….ma non la pasquetta poichè senza di essa la Pasqua diventerebbe solo e soltanto la resurrezione di Gesu’ e non sarebbe giusto in un paese laico ma pieno di religioni fai da te.

buona e bellissima giornata ….intanto mangio la colomba chissà che non porti pace nei miei pensieri.  patty 5

 

 

 

…un tuffo nel cuore…

Perchè creare un blog? Perchè oggi si ha bisogno di parlare, comunicare, trasmettere, rendersi partecipi di una comunità che vive chiusa in se stessa. Non esistono più i cortili, le strade e le sedie davanti i portoni dove le donne passavano le giornate a comunicare tra loro le proprie vicissitudini ,ma soprattutto quelle degli altri, dove il pettegolezzo era nient’altro che la condivisione di oggi sui social, dove le cose che non andavano si risolvevano faccia a faccia, magari litigando, ma poi facendo pace con un bicchiere di vino e un taralluccio. Oggi usiamo una facciata che nasconde la vera identità, le vere emozioni  e in fondo anche le paure (o se volete chiamatele vigliaccherie)dove è facile sparare a zero senza conseguenze cercando consensi per alimentare odio e rancore e trovare soddisfazione al proprio ego. Ecco allora l’esigenza di creare un mezzo di informazione e comunicazione per poter condividere, argomentare e sviluppare temi e conoscenze in maniera costruttiva e magari dare all’insostenibile leggerezza dell’essere il sostenibile peso che effettivamente grava nell’anima di ognuno di noi.

In queste pagine troverete emozioni, consigli, contatti, opinioni  e fatti di cronaca legati ai sentimenti più profondi dell’essere umano. I discorsi seri li lasciamo a chi di competenza, io insieme al vostro aiuto, voglio solo alleggerire il peso dell’anima per far si che il cuore non debba faticare tanto per sopravvivere.

buona lettura e attendo i vostri suggerimenti.    patty5